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venerdì 17 nov 2017 aggiornato alle 14:08 del 16 nov 2017

Bassolino, per ora niente lista civica: «Aspettiamo l’esito del ricorso»

L'ex (nonché aspirante) sindaco di Napoli non scioglie le riserve ma lancia messaggi molto chiari: «Dobbiamo cancellare la schifezza consumata alle primarie. Non ci accontentiamo di verità calate dall'alto»

Non si dà per vinto, l’ex sindaco. Poco dopo le ore 11, Antonio Bassolino sale sul palco del teatro Augusteo, seguito dagli applausi dei suoi 1500 fan assiepati in ogni parte della platea. L’annuncio della lista civica non arriva: «Aspettiamo l’esito del ricorso», si limita a commentare. «Il mio è stato un atto d’amore per Napoli – continua – se ho partecipato alle primarie è stato solo per questo, non per prendere parte a guerre intestine».

bassolino

La guerra infatti è fuori, non dentro. Un piccolo gruppo di cassaintegrati, capeggiati da Mimmo Mignano, si mascherano da Pulcinella e sventolano sacchetti neri di munnezza. Il riferimento alla crisi rifiuti che devastò Napoli negli anni Duemila è talmente chiaro che una falange di fedelissimi bassoliniani attacca i manifestanti, inseguendoli addirittura su via Toledo, finché non arriva la polizia a riportare la calma. Anche i cronisti e i giornalisti presenti denunciano di essere stati attaccati e oltraggiati da militanti ed ex consiglieri comunali: «Chiederemo ai cameramen di fornirci le immagini – dichiara Il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania in una nota – è inaccettabile che in un Paese civile i giornalisti vengano ancora presi di mira mentre fanno il loro mestiere».

E mentre sulla strada si consumano gli scontri, dentro il teatro va in scena l’apologo di Bassolino. Applausi e urla di incitamento, c’è chi lo invita a non mollare, altri che lo chiamano sindaco. Il manifesto sul palco la dice lunga: “Con Bassolino Napoli riparte”. Il “Totonno” da Afragola non molla, ma nemmeno scioglie le riserve. La sua è una strategia attendista, i rischi sono dietro l’angolo. Primo fra tutti: quello di fare un favore al suo rivale de Magistris. La candidatura in solitaria di Bassolino, infatti, toglierebbe numerosi voti al Pd e alla “nemica” Valeria Valente, disperdendo così un grosso numero di preferenze su due candidati politicamente sovrapponibili. Di tale situazione beneficerebbe l’attuale primo cittadino, che osserva da lontano le schermaglie piddine e continua con la sua campagna elettorale, per ora molto low profile. La sensazione, in effetti, è quella che il Pd stia facendo tutto da solo per non vincere le elezioni in città.

«Si deve cancellare quella schifezza – tuona Bassolino dal palco, alludendo al modo in cui sono andate le primarie – voglio capire se da parte del Pd ci sia un sussulto di dignità e di onestà». Se candidatura dev’essere, allora meglio all’interno del partito per evitare i rischi esposti poco fa. L’ex sindaco manda un messaggio forte alla città e al suo partito, non si fa da parte e continua la sua battaglia per la scalata a Palazzo San Giacomo: «Finora ci hanno risposto solo con i cavilli, con le sentenze preconfezionate di Roma e Napoli. Siamo qui per dire che non ci accontentiamo di una verità calata dall’alto». Il messaggio lanciato al premier Matteo Renzi è chiaro.

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