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domenica 18 feb 2018 aggiornato alle 11:32 del 16 feb 2018

Dal degrado alla rinascita: riapre la Grotta di Cocceio a Pozzuoli

Un traforo creato dagli antichi romani per collegare Cuma ai laghi di Averno e Lucrino, che versava in condizioni di degrado dalla Seconda Guerra Mondiale, ora è stato restituito a cittadini e turisti

La Grotta di Cocceio, rilevante testimonianza di ingegneria militare romana sulle rive del lago d’Averno, sarà riaperta al pubblico nei prossimi giorni. Ad annunciarlo il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia che con Adele Campedelli, direttrice del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ha presenziato all’ultimazione delle opere.

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La Grotta di Cocceio prima dei lavori per la riapertura

 

Il traforo era stato creato dai romani per collegare in maniera diretta l’antica città di Cuma con i laghi Averno e Lucrino. Era chiuso al pubblico dalla seconda Guerra Mondiale, quando l’esplosione di alcuni ordigni lo rese impraticabile. Successivamente per incuria ed abbandono si erano verificati crolli nella volta che ne avevano impedito anche le visite parziali dall’ingresso posto sul lago d’Averno. “Per completare i lavori alla Grotta di Cocceio c’è stato impegno e dedizione e così anche un’attività che sembrava impossibile e insormontabile è giunta al termine”.

Così il sindaco Figliolia, alludendo alle lungaggini dei lavori di recupero e restauro che hanno ricevuto un impulso decisivo solo nel maggio 2017 con il finanziamento dei Fondi Por Campania. “Ora – ha concluso – siamo al lavoro per un grande progetto per collegare il lago d’Averno, il lago Lucrino e Cuma, per un percorso storico, culturale ed archeologico senza precedenti”.

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