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domenica 27 mag 2018 aggiornato alle 20:55 del 16 mag 2018

Ferrovia Avellino-Rocchetta: il cuore verde della Campania torna a nuova vita

La nostra regione non è solo mare e coste. I meravigliosi paesaggi dell'entroterra sono tutti da valorizzare. Un processo che passa per la riqualificazione della storica ferrovia Ottocentesca, tema su cui ha fatto luce un convegno organizzato a Pietrarsa

La linea ferroviaria Avellino-Rocchetta, realizzata tra il 1888 e il 1895 come una delle prime ferrovie secondarie che collegava il territorio interno di tre regioni (Campania, Basilicata e Puglia), è stata la prima ferrovia italiana ad essere stata oggetto, nel 2016, di un procedimento di dichiarazione di interesse culturale da parte del MiBACT. Un riconoscimento importante, ma che da solo non basta per preservare e, perché no, lanciare verso un futuro di attività e servizi un’opera architettonica messa a dura prova dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale e quasi definitivamente spazzata via dal terremoto del 1980 e dal successivo inutilizzo.

avellino-rocchetta

Un segnale importante in direzione della riapertura della tratta è stato dato dalla Regione Campania, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, e dal MiBACT che hanno organizzato a Pietrarsa una giornata di studi sul tema. Al centro del dibattito un punto fermo: la Campania non è solo mare, costa, Napoli e qualche altro, indiscutibilmente bello e apprezzato, luogo di villeggiatura. La Campania è anche e molto entroterra. L’Irpinia e il Sannio con i loro paesaggi, le loro tradizioni, le loro sagre, i loro vini e i loro formaggi sono un patrimonio immenso che andrebbe sfruttato ed esportato maggiormente.

Lo sa bene Rosetta D’Amelio, irpina e presidente del Consiglio regionale della Campania, che non perde occasione per ricordare a tutti che investire sull’entroterra campano, trasformando il turismo cosiddetto “mordi e fuggi” in risorsa, deve essere una priorità: “La valorizzazione dei beni culturali è essenziale per lo sviluppo del territorio e questa tratta ferroviaria attraversa le eccellenze del nostro territorio, borghi meravigliosi, gli attrattori del turismo religioso come il Santuario di Monte Vergine, le eccellenze dell’enogastronomia e delle Docg del vino, Montemarano, Taurasi e Lapio”. Un ricordo anche del tempo che fu, quando quel treno significava “far conoscere quei territori perché, mi piace ricordarlo, si partiva la mattina con le uova fresche, con i prodotti tipici, per portarli alle famiglie borghesi di Napoli per far conoscere che cosa si produceva”. E ha poi concluso: “La Regione ha contribuito con grande convinzione e determinazione, stanziando venti milioni per il recupero della tratta: un grande progetto turistico e culturale a cui hanno collaborato le istituzioni, le associazioni, i cittadini campani tutti”.

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