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venerdì 17 nov 2017 aggiornato alle 14:08 del 16 nov 2017

Il mistero di Palazzo Maddaloni: che fine hanno fatto i busti del Fanzago?

Dodici opere di inestimabile valore letteralmente sparite dopo il restauro operato all’edificio circa un anno fa. La denuncia del Comitato di Portosalvo e della Seconda Municipalità di Napoli

Che fine hanno fatto i busti del Fanzago? Dodici opere poste sulla loggia di Palazzo Maddaloni, voluto nel 1580 dal Marchese del Vasto, Cesare D’Avalos, che sono letteralmente scomparse dopo il restauro avvenuto l’anno scorso. Palazzo Maddaloni versava, ormai da 30 anni, nel degrado più totale, come testimonia una foto del 1985, a opera di Mimmo Jodice, postata oggi su Facebook da Antonio Pariante, presidente del Comitato di Portosalvo.

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In quella stessa foto di oltre trent’anni fa si vedevano, però, chiaramente anche i busti che oggi, come si nota senza possibilità di errore dal confronto, sono scomparsi.

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Un mistero napoletano, scriverebbe Ermanno Rea, che non trova per ora nessuna spiegazione. La Sovrintendenza, contattata direttamente da Campaniasuweb, non rilascia per ora dichiarazioni specifiche, facendo sapere laconicamente che “le indagini sono in corso”. Una risposta che, però, non soddisfa nemmeno l’amministrazione cittadina. La Seconda Municipalità, dopo un intervento del consigliere Pino De Stasio, ha formalizzato all’unanimità la denuncia. La prossima seduta sarà dedicata ad ascoltare i tecnici e tutti coloro che hanno avuto un ruolo centrale all’interno dei lavori di restauro del bene architettonico.

È proprio il restauro di un anno fa a finire, per certi versi, sotto accusa. Possibile che nessuno si sia accorto della sparizione di ben 12 busti di inestimabile valore, opera dello stesso architetto e scultore cui dobbiamo – fra le altre cose – tesori come la chiesa della Pietrasanta in via Tribunali, Palazzo Zevallos in via Toledo, Palazzo Donn’Anna a Posillipo, la Fontana del Sebeto e il progetto del Chiostro Grande nella Certosa di Padula?

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