Campaniasuweb - LA TUA REGIONE A PORTATA DI CLICK

martedì 27 giu 2017 aggiornato alle 15:23 del 27 giu 2017

Sangue, morte e vita: la Napoli di Hermann Nitsch

Sangue, morte e vita: la Napoli di Hermann Nitsch

Sangue, morte e vita: la Napoli di Hermann Nitsch

Anche l’arrivo al museo Nitsch è un’esperienza sensibile. Attraversare l’arteria antica di Vico Pontecorvo, nel quartiere Avvocata, passare da un vicolo all’altro, camminando in salita, tra suoni, odori, volti e voci che si inseguono e sovrappongono. Poi girare un angolo e trovarsi di fronte un panorama inedito, una visuale della città che si offre ammaliante allo sguardo . Il maestro è li, sulla terrazza del museo ed accoglie gli invitati alla serata di inaugurazione e ci accompagna, assieme a Peppe Morra, coraggioso napoletano che crede da sempre nella forza intellettuale e creativa della città, in una serata dedicata alle opere napoletane del maestro.

LA CARNE E IL MITO – Le sale del museo accolgono il visitatore immergendolo immediatamente in una violenta dinamica sensibile. Video, fotografie, pannelli, si intrecciano ai “reperti” delle azioni svolte dal maestro a Napoli: portantine, calici e paramenti liturgici, ampolle di liquidi rossi che riverberano sui bianchi tessuti, bende e forbici per le ferite di carne e anima, fiori e pigmenti di colore per spezzare le catene del dolore con la bellezza. Sacrifici di sangue, morte e vita che riportano alla mente gli atavici riti della nostra tradizione sacra e contadina. L’allestimento ha ad oggetto i lavori a partire dal 1974, con l’azione svoltasi nello studio Morra a via Calabritto, passando per la 96.Aktion nella vigna Morra a San Martino nel 1996, fino al 2008 con la 55. Malaktion nel nuovo museo Nitsch di Napoli. Ancora l’intensa 130. Azione, realizzata in occasione della mostra” Nitsch & Caravaggio” che nel maggio 2010 ha coinvolto sia le sale del museo, sia la vigna Morra, è raccontata dal film di Mario Franco e dalle fotografie di Fabio Donato. Negli inediti spazi della biblioteca delle Avanguardie e Neoavanguardie del museo il percorso continua con la Mostra d’Archivio, in cui sono ospitate le spoglie della 130.Azione, per una ricostruzione dell’evento carico di suggestione  del maggio scorso. Inoltre vi sarà l’avvicendamento di artisti che, di volta in volta, avranno modo di appropriarsi degli spazi espositivi per elaborare opere originali e dialoganti con quelle di Nitsch.

UNA NAPOLI DI SANGUE NEI RACCONTI DI NITSCH – Le ultime performance dell’artista a Napoli, ovvero “la festa di Pentecoste(130.Aktion)” e “Nitsch & Caravaggio” incontro/ confronto tra i due maestri , svoltosi al Pio Monte della Misericordia in occasione del quarto centenario della morte di Caravaggio, colpiscono per il loro intenso legame con la forza viscerale e cruenta della città di Napoli.Dalle parole del maestro “cerco di mostrare quanto l’esperienza sensibile sia legata alle sfere collettive dei miti” emerge l’assonanza spirituale con una città da sempre “mitica”, dalla sua nascita prodigiosa dal corpo morto della Sirena Partenope, alla violenza degli avvicendamenti politici, dalla rabbia dei soprusi al sangue sparso dalla camorra. Napoli è questo, è mito di sangue, lo aveva capito bene Caravaggio, giunto nel 1607 tra i vicoli, le donne formose e gli scugnizzi, immortalati in una scena sublime nelle “sette opere di Misericordia”. Hermann Nitsch ha voluto confrontarsi proprio con quell’artista che per primo, aveva reso con traboccante passione, un’immagine nitida della città. Ecco l’interessamento per quel “verismo ottico” con cui Caravaggio rende la realtà sulla tela, ecco il teatro come sublimazione della vita e della morte. Ancora Il sacro, ma nella sua dimensione terrena, il sacrificio di carne e sangue per una spiritualità sincera e faticosamente conquistata sono i cardini dell’opera di Caravaggio e i punti che maggiormente avvicinano due “stranieri” rifugiatisi a Napoli e colpiti dai chiaroscuri di mito e realtà insiti in questa città della sirena.


Leggi anche