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domenica 27 mag 2018 aggiornato alle 20:55 del 16 mag 2018

“Sogni d’oro” al Santobono: le chitarre di Pino Daniele all’asta per finanziare l’ospedale

Presentato il progetto che sosterrà l'ospedale pediatrico collinare: "I fondi saranno utilizzati per arredare alcune stanze dell'ospedale"

L’aeroporto Internazionale di Napoli non aveva nascosto il proprio legame con Pino Daniele già quando sono comparse, all’esterno dei terminal, le panchine con incise strofe delle sue indimenticabili canzoni. Oggi, a Capodichino, sono arrivate le chitarre di Pino e lo hanno fatto per una ragione ben precisa: sostenere i piccoli pazienti dell’ospedale Santobono. Non è stato facile organizzare una conferenza nel cuore dell’aeroporto, nel Salone delle Partenze, e quindi oltre i controlli di sicurezza, ma il CEO della struttura di Capodichino, Armando Brunini, è stato chiaro: “Noi quando il Santobono fa qualcosa ci siamo sempre: sono molto bravi e traducono poi in progetti che si materializzano quello che riescono a raccogliere attraverso i sostenitori”. E Brunini non manca di sottolineare come Pino Daniele sia stato e sia tuttora un monumento della città: “Questo è un bel modo per rendergli onore, mano mano che si va avanti si radica sempre di più nei nostri ricordi l’importanza di una persona, di un musicista, come lui”.

Il proprietario della chitarra Paradis Blù, che ha preferito rimanere anonimo, metterà in vendita, attraverso un sito specializzato, il suo prezioso cimelio e donerà una parte del ricavato all’ospedale vomerese Santobono che destinerà i fondi raccolti al progetto “Sogni d’oro”. A spiegarci l’obiettivo della raccolta è stato Antonino Tramontano, primario di chirurgia pediatrica del Santobono e presidente dell’associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono (organizzatrice dell’evento): “I fondi verranno utilizzati per acquistare alcuni mobili per arredare alcune stanze dell’ospedale. Il principio fondamentale dal quale partiamo nella nostra associazione è quello di dare sostegno ai bambini e anche alle loro famiglie in momenti di bisogno come quello in cui ci si trova in un letto d’ospedale”.

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