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lunedì 25 mag 2015 aggiornato alle 12:20

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Terme di Stabia, 22 indagati per una truffa da 4 milioni di euro

Terme di Stabia

Una truffa da 4 milioni di euro ai danni della sanità pubblica alle Terme di Stabia. I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli, coordinati dalla procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno scoperto un giro di false prestazioni di fisioterapia che coinvolge 22 persone, indagate per truffa aggravata ai danni delle casse dell’Asl NA 3 Sud. Emesso un decreto di sequestro preventivo di 473mila euro.

LE TRUFFE – Le indagini hanno consentito di accertare un collaudato sistema di frode messo in atto, tra il 2010 e il 2011, dal personale sanitario del reparto di fisiokinesiterapia, tra cui la direttrice sanitaria, in concorso con un medico di base dell’Asl. Le condotte illecite sono state contestate anche agli amministratori pro tempore della società Terme di Stabia. Sono state scoperte false certificazioni di un consistente numero di prestazioni riabilitative domiciliari e ambulatoriali eseguite da personale parasanitario del reparto di fisioterapia risultato assente dal lavoro per ferie, malattia, permessi e, in un caso, anche per licenziamento. Le indagini hanno, inoltre, accertato che in alcuni casi sono state falsificate le firme dei pazienti oppure eseguite sottoscrizioni da parte di persone analfabete per attestare l’esecuzione di trattamenti riabilitativi in realtà mai eseguiti. Tra le altre contestazioni anche l’utilizzo, da parte della struttura termale, di impegnative mediche emesse da un sanitario all’insaputa di pazienti assistiti da altri medici di base, la contabilizzazione di trattamenti di rieducazione motoria in quantità superiore a quelli realmente praticabili nonché l’indebito rimborso a spese dell’asl na3 sud del contributo previsto come quota regionale già assolta dagli assistiti, contabilizzati in fattura ma mai effettuati.

INDAGATA ANCHE LA SOCIETA’ – Anche la società Terme di Stabia S.P.A. è stata iscritta nel registro degli indagati. In particolare è stata contestata l’emissione, nei confronti dell’Asl NA 3 Sud, di fatture ideologicamente false relative ai mesi di maggio, giugno, luglio e ottobre 2010 e ai mesi di gennaio e marzo 2011 per l’importo complessivo di oltre 473mila euro (oggetto del sequestro preventivo), riconducibili a false prestazioni domiciliari e ambulatoriali che hanno determinato un ingiusto profitto per le casse dello stabilimento del Solaro.

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