Sono andata ad ascoltare il racconto del suo percorso di vita e d’arte l’altro ieri al Pan al primo dei “martedì critici” a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli. Il progetto nato a Roma un paio di anni fa e poi migrato a Milano che fa tappa a Napoli con altri cinque appuntamenti di dialogo tra artisti e pubblico.
Allora come nasce una fotografia di Mimmo Jodice?
La fotografia è un progetto. Non racconta la realtà, neanche quando affronta un tema sociale. Spiega con grande passione che la fotografia non è come si può immaginare «un cogliere l’attimo», assolutamente no! La fotografia «già esiste nella mente» ed è il risultato di un processo creativo dove Il momento più importante è la scelta del fotogramma. Anche nel ciclo di foto con tema sociale che l’artista realizzò tra il 1968 e il 1975 non c’è mai il racconto di un episodio ma sempre un simbolo del degrado, dell’emarginazione o delle sofferenze umane. Perché l’immagine deve essere «una riflessione poetica senza tempo che deve concentrare in sé necessità espressive e valore estetico».
Colore o B/N?
Alla domanda «come mai non usa il colore», Jodice risponde con estrema rapidità: «La realtà è a colori, ma la fotografia che non è la realtà ma una riflessione su di essa, è e non può che essere in bianco e nero».
E Napoli fotografata che cos’è?
Il maestro ha dedicato alla sua/nostra città molti famosi scatti. Le vedute, i vicoli e i monumenti, i manicomi e i mercati, tutta la nostra storia è raccontata in cinquant’anni di immagini silenziose e suggestive. Napoli vista da San Martino o nelle statue del “Museo” ci appare mitica, muta, palpitante e sofferente ma mai rassegnata, sarcastica ma mai cinica, sempre in bilico tra luce e ombra.
Mimmo Jodice rappresenta l’occhio poetico che traduce le sue riflessioni d’amore e inquietudine in immagini che superano i limiti del contingente per divenire visioni senza tempo. E noi aspettiamo di godere di nuovi progetti del maestro (anticipa di stare lavorando sull’idea del vuoto), anche se lui scherza sul fatto che quando non riuscirà più a trovare pellicole per la sua macchina fotografica, allora concluderà il suo percorso insieme alla storia della fotografia analogica (speriamo il più tardi possibile!).
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Adoro Jodice e i suoi
Adoro Jodice e i suoi "colori"!!!