Napoli -Juventus non è mai una “semplice” partita. L'odio (perché di odio si tratta, senza troppi giri di parole) tra le due tifoserie è vecchio quanto il calcio stesso. Ogni incontro fra le due squadre si traduce in massima allerta per le questure. Ultima dell'elenco: quella di Roma, dove bianconeri e azzurri si contenderanno la Coppa Italia.
Ecco, non per snobismo e manco per demagogia. Però: ieri, a Brindisi, è scoppiata una bomba dove ha perso la vita una ragazza sedicenne. Questa mattina, in Emilia Romagna, sono morte altre sei persone. Due tragedie a poca distanza l'una dall'altra, con le pagine dei giornali che si riempiono di cronaca (perlopiù spicciola e morbosa, ma questo è un altro discorso).
Perché rischiare di riempire altre pagine con altra cronaca? I gruppi ultras se la sono giurata, gli uffici della Questura hanno approntato ben 18 postazioni per coloro che saranno fermati (non certo un numero consueto per una normale partita di calcio). A tutto ciò bisogna aggiungere, secondo lo stesso questore Francesco Tagliente, il rischio che a infiltrarsi siano anche i gruppi ultras romanisti e laziali. Insomma, uno spiegamento enorme di forze per arginare un ulteriore pericolo di violenza che, francamente, oggi ci risparmieremmo.
In tutto questo, però, si annulla la Notte dei Musei. Problemi di ordine pubblico? Beh, anche per l'evento di ieri notte (che, giova ricordarlo, era previsto in tutto il Paese), erano stati mobilitati centinaia, migliaia di artisti, che avrebbero potuto dare voce a l'Italia che non si rassegna, l'Italia che reagisce con la cultura e la legalità agli attentati. Mafiosi, terroristici o “isolati” che siano.
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