Inizia a farsi largo, tra i giorni piovosi di un maggio bizzarro, una “promessa di estate” fatta di un sole caldo che si concede con parsimonia. Una passeggiata lunga qualche ora, durante la quale, però, la pioggia ti coglie inaspettatamente… e mentre pensi di essere finito ai tropici, l’acqua ti ha già bagnato i capelli e confuso le idee.
La pioggia ad alcuni fa uno strano effetto: rallenta il battito cardiaco e il movimento. Inizi a vedere i contorni sbiaditi, confondi i volti delle persone e finisci per osservare la tua città senza badare ai dettagli. Quel profumo di acqua che non sapresti descrivere, ma che riconosci ogni volta, ti entra dentro: distingui il rumore dei passi che si affrettano tra le pozzanghere e lo scroscio dell’acqua che cade dalle grondaie. Pioggia fuori stagione e pensieri sopra le righe. L’orizzonte si perde nella foschia e le tre Isole ti sembrano lontane miglia e miglia; scorgi qualche imbarcazione che si affanna tra le onde e gabbiani che ti sembrano terribili rapaci. Osservi mani, occhi, gambe, scarpe: solo dettagli di chi si ripara alla meglio sotto ombrelli, tettoie o caffè. Vite accelerate che ti sfrecciano di fianco mentre il tuo tempo si dilata nello spazio.
La pioggia ha di bello che coglie tutti di sorpresa: democraticamente strafottente o straordinariamente provvidenziale. È ritmo. Vita. Gratitudine. Bevo un Costa d’Amalfi Furore Bianco, un blend di falanghina e biancolella, e ci ritrovo la stessa fragranza della pioggia di mare: leggera e “pungente” come un sorriso inatteso... pioggia di giugno e pioggia di sole. Pioggia di una promessa di estate. Acqua di vita. Pioggia di libertà. Prosit!
COSTA D’AMALFI FURORE BIANCO 2010
Cantina: Marisa Cuomo
Bianco D.o.c.
Grad. alcolica: 13,5%
Uve: Falanghina 60%; Biancolella 40%
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