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A CURA DI Claudio Finelli

Pride Time

La storia di Maria la bailadora, la gitana che si finse uomo per amore, al Blu di Prussia.

Sabato 28 ottobre, alle ore 11, prima presentazione del prestigioso progetto editoriale firmato da Armida Parisi e Daniela Valentino

Sabato 28 ottobre, alle ore 11, nell’elegantissima ed esclusiva cornice del Blu di Prussia in via Filangieri, 42 sarà possibile partecipare alla prima presentazione di un progetto editoriale particolarmente ricercato e raffinato che ha per protagoniste tre donne: un’eroina poco conosciuta del passato, una giornalista al suo esordio nella narrativa e una giovane e valida artista e illustratrice.

Stiamo parlando di Maria la Bailadora alla battaglia di Lepanto il racconto di Armida Parisi, illustrato da 18 tavole a colori in china e acquarello di Daniela Valentino, pubblicato dalle edizioni Frame Ars/Artes con una prefazione di Paola Pozzi.

In occasione della presentazione, le 18 tavole della Valentino, riprodotte su carta pregiata in edizione limitata e raccolte, con il testo, in un elegante cofanetto, saranno esposte nella sala del Blu di Prussia.

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Pochi giorni prima della presentazione, incontriamo Armida Parisi per saperne di più su Maria la bailadora.

 

Armida chi è Maria la bailadora, eroina del tuo racconto?

Maria la Bailadora è un personaggio straordinario scoperto per caso, mentre un amico studiava la battaglia di Lepanto. Leggenda vuole che Maria sia stata l’unica donna che abbia combattuto a Lepanto, dove si svolse una battaglia che fece epoca e durò un solo pomeriggio, quello del 7 ottobre 1571 e che vide contrapporsi due grandissime flotte, quella della Lega Santa, capeggiata dagli Spagnoli e quella dei turchi. Il Papa aveva vietato che fossero imbarcate donne sulle navi, per ovvi motivi, ma Maria, poiché era innamorata di un giovane capitano fece in modo di imbracarsi sulla nave e si travestì da uomo, passando per archibugiere. Il giorno della battaglia, Maria si battè valorosamente e le cronache del tempo, che sono sempre sospese tra storia e leggenda, riportano che durante l’arrembaggio, Maria fu la prima a balzare sulla nave nemica e a fare strage di nemici. Questa è una leggenda che io ho un po’ romanzato dando ampio spazio al mondo dei sentimenti di Maria e alla sua sensualità perché Maria era una danzatrice di flamenco. E il suo strumento di seduzione nei confronti degli uomini era proprio la danza.

 

Qual è, secondo te, il messaggio insito nella storia romantica di questo personaggio?

In questo libro risalta molto la centralità del corpo come veicolo di trasmissione dell’amore. Il corpo è un potente mezzo di seduzione e conoscenza. Maria e il suo uomo non hanno molto tempo per parlare ma attraverso la danza di Maria e attraverso l’amore che si scambiano nei brevi momenti in cui stanno insieme, si danno davvero tutto. La battaglia di Maria non è solo quella di Lepanto ma è una battaglia più profonda: quella di amare ed essere amata come vuole lei perché lei è una gitana, una zingara, una donna messa all’indice e la madre era morta sul rogo, bruciata per essere una strega. Maria è una delle prime donne indipendenti che sceglie di amare chi le pare e come le pare: Maria ci insegna che l’unica cosa per cui valga la pena vivere è proprio l’amore.