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A CURA DI Claudio Finelli

Pride Time

Lino, ultima vittima delle “belve” omofobe

Massacrato perché gay, viene salvato dalla sensibilità dei passanti. La rabbia di chi vive serenamente la propria omosessualità e si scontra con l'improvvisa furia dell'ignoranza e del pregiudizio.

Un’altra aggressione omofobica denunciata a Napoli. 

È accaduto nel quartiere di Ponticelli, martedì 5 luglio nel pomeriggio, e la vittima è un venticinquenne napoletano, Lino Fusco, massacrato di botte da tre balordi solo perché gay.

I tre, presumibilmente di etnia rom, dopo aver schernito il ragazzo con epiteti offensivi riguardanti il suo orientamento sessuale, sono scesi dall’auto in cui erano e hanno accerchiato la vittima, colpendolo ripetutamente in maniera violenta.

Solo la presenza di un automobilista e di altri passanti, ha interrotto la furia aggressiva delle belve. Lino, ormai a terra dolorante, è stato soccorso da una coppia del luogo ed è stato medicato al pronto soccorso di Villa Betania.

La storia di Lino arriva alle nostre cronache con qualche giorno di ritardo perché Lino, nonostante avesse denunciato l’aggressione specificandone la matrice omofobica, non aveva poi comunicato ai media l’accaduto.

Solo per caso – ci riferisce Lino – ho inviato la foto del mio volto tumefatto a Gay.it e così la notizia ha invaso la rete ed è stata raccolta dal portale di Arcigay Napoli, che sta seguendo con attenzione il mio caso.

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Mentre Lino mi racconta la violenza subita, percepisco nelle sue parole tanta rabbia.

Per me non è mai stato un problema vivere in maniera chiara e dichiarata la mia omosessualità – mi dice Lino – io ho fatto Coming out in famiglia quando avevo sedici anni. E la mia famiglia mi ha sempre sostenuto. Non avevo mai subito alcuna aggressione in precedenza. Questo mi fa rabbia davvero e anche i miei genitori sono molto arrabbiati per questo.

La cosa positiva – mi chiarisce infine Lino – è stata la disponibilità delle forze dell’ordine. Quando ho specificato che l’aggressione aveva un’evidente matrice omofobica, i carabinieri della stazione di Ponticelli hanno reagito con indignazione e mi hanno espresso una sincera solidarietà. 

Ecco, una storia che ci conferma, ancora una volta, l’urgenza di leggi chiare che stigmatizzino l’aggravante omofobica. La società è ormai decisamente sensibile al problema. Cosa trattiene, invece, il legislatore? 

Lino Fusco sarà ospite de L’ALTRA FREQUENZA – LGBT ON AIR in onda dalle 21 alle 23 di lunedì 11 luglio, sui 90.80Fm di Radio Amore Napoli ( in streaming www.radioamorenapoli.it).

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