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A CURA DI Enrico Nocera

Occhiello Campano

Via Toledo: dove Napoli è in balia dello schifo

Un motorino con tre persone a bordo. Poi subito un altro con due; un altro ancora con tre ragazze; tutti senza casco, tutti che scendono dalle strade dei Quartieri Spagnoli per riversarsi nell’area ztl di via Toledo senza badare ad alcun senso di marcia. Non esiste più nemmeno la distinzione fra marciapiedi e tratto carrozzabile. I motorini si moltiplicano, diventano decine e decine, ormai totalmente padroni della strada che congiunge la Galleria Umberto I al San Carlo e al Palazzo Reale in piazza Plebiscito. Pieno centro. La situazione è quella descritta in questo video.

È una scena che a Napoli conosciamo bene. Sono anni che i ragazzi dei quartieri mostrano la loro spavalderia così. Dalle 19:30 in poi, quell’area di via Toledo diventa esclusivo dominio di chi se ne impossessa. Vige la legge del più forte. Sei un pedone che vuol far valere le sue ragioni? Non esiste. Sei in bici e vuoi tranquillamente pedalare di sera nel centro della tua città? Prega che non ti investano. Quelle sagome di biciclette disegnate sulla strada e ormai consunte dal tempo fanno sorridere. L’idea stessa di pista ciclabile in mezzo a una mandria di motorini impazziti pare la puntata di uno show satirico. Ti guardi in giro e ti chiedi come sia possibile che un esempio di inciviltà così cristallino passi del tutto inosservato.

Ma fermarsi alla superficie sarebbe un grave errore. Chi tratta via Toledo come un letamaio a cielo aperto non vuole solo “divertirsi” contro ogni regola del codice della strada e del buon senso. Quei passaggi in motorino sono, in molti casi, anche simbolo di forza. Di arroganza e tracotanza. Come i cani che pisciano per marcare il territorio, questa gente lo percorre in motorino, avanti e indietro. Impennando, facendo lo slalom fra chi passeggia, invadendo marciapiedi e rampe per disabili. La città è cosa loro. Guai a chi dice o pensa il contrario.

È passato quasi un anno dal settembre 2016. Fra vico Sergente Maggiore e piazza Trieste e Trento si assisteva alla solita sfilata di conducenti senza casco che compivano piroette ardite fra la gente che prendeva un gelato o mangiava una pizza da asporto. Quando ecco la variante inattesa: uno di loro prende una pistola e si mette a sparare in aria. Una “stesa” in piena regola. Una pura dimostrazione di forza. Ampiamente annunciata. Non è un caso che gli amici dell’improvvisato pistolero si fossero radunati lì, a bordo strada, muniti di smartphone per riprendere la scena. Una semplice bravata? Vien da ridere solo a pensarlo. Gli equilibri criminali, nella Napoli anno domini 2017, si mantengono così: con la spavalderia e l’arroganza del più forte.

Ora: da quel 7 settembre 2016 è cambiato qualcosa nel pieno centro cittadino? Un presidio delle forze dell’ordine, una macchina dei vigili urbani, una qualche ombra di sanzione emessa anche solo per rendere l’idea? Niente di niente. La situazione, in via Toledo, è immutata. Dopo le 19:30 e dopo la chiusura dei negozi, questa zona del centro cittadino cambia faccia, diventa a uso e consumo di chi decide, in assoluta libertà, di scendere dai quartieri e mostrare i muscoli così. Perché la città è cosa loro. E noi? Restiamo a guardare. Tanto alla fin fine che fastidio danno?