Campaniasuweb - LA TUA REGIONE A PORTATA DI CLICK

domenica 19 nov 2017 aggiornato alle 12:09 del 18 nov 2017

Budapest dedica una statua a Bud Spencer: ecco perché

L’indimenticato attore napoletano era molto amato in Ungheria: negli anni ’60 e ’70 i film western italiani, come “Lo chiamavano Trinità”, erano gli unici ammessi nel Paese, dato che quelli americani venivano censurati per questioni politiche

L’amore che non ti aspetti: quello di Budapest per Bud Spencer. La capitale ungherese dedica una statua all’indimenticato attore Carlo Pedersoli, che lo ritrae nei panni di Bambino in “Lo chiamavano Trinità”. Ai piedi della statua una frase, in lingua ungherese, che riprende quella storica di Terence Hill: “Mi sohasem veszekedtunh”, ossia: “Non abbiamo mai litigato”.

174536369-90aee7d1-a891-44fa-b6f9-19b30d498dd5

La statua dell’artista Szandra Tasnadi è stata inaugurata alla presenza delle figlie di Bud, Cristiana e Diamante, che visibilmente commosse hanno tolto il telo e presentato l’opera ai presenti. Ma come mai Budapest e l’Ungheria amano così tanto l’attore napoletano? Per motivi che potremmo definire sia cinematografici che storico-politici.

Negli anni ’60 e ’70, infatti, i film western americani non erano ammessi in Ungheria, così come in tutti i Paesi del blocco sovietico per motivi di censura politica. Gli ungheresi “ripiegavano”, quindi, sui western europei, tra cui quelli italiani, che facevano la parte del leone. “Lo chiamavano Trinità”, in breve tempo, divenne un vero e proprio cult, amato da generazioni di ungheresi che potevano così seguire le gesta di Bambino e di suo fratello Trinità nel film girato da E.B. Clucher, al secolo Enzo Barboni

Leggi anche