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venerdì 17 nov 2017 aggiornato alle 14:08 del 16 nov 2017

“L’Opera si racconta”: Capodimonte riscopre i suoi capolavori dimenticati

Comincia giovedì 11 maggio, con il “Cristo in croce” di Van Dyck, la rassegna dedicata alle opere che in questi anni non sono state visibili ai visitatori del museo napoletano

Tanti sono i capolavori che affollano le sale del Museo di Capodimonte: da Raffaello a Tiziano, da Michelangelo a Caravaggio fino alle mostre temporanee come quella attuale su Parade di Pablo Picasso. Ma tantissime, come spesso accade nei grandi musei, sono le opere non esposte o conservate in sale soggette a lunghi lavori di ristrutturazione (e perciò inaccessibili).

Il Cristo in croce di Van Dyck
Il Cristo in croce di Van Dyck

Il Museo diretto da Sylvain Bellenger ha così deciso di dedicare un’intera rassegna ai capolavori “dimenticati”: comincia giovedì 11 maggio, alle ore 11:30, “L’Opera si racconta”, un ciclo di incontri, ognuno dedicato a una tela diversa. A inaugurare questo affascinante e per certi versi inedito percorso, ci sarà il “Cristo in croce” di Antoon Van Dyck, pittore fiammingo fra i più noti che verrà presentato dallo stesso direttore: “E’ il cuore della comunicazione museale – dice Bellenger – raccontare le singole opere d’arte e ripercorrere così il mondo a cui appartenevano”.

L’esposizione è a cura di Marilina Cilurzo e Laura Duquesne, due studentesse provenienti dalla Francia: la prima dall’Ecole du Louvre, la seconda da Sciences Po. Il tutto sotto la coordinazione dello staff del Museo.

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