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domenica 27 mag 2018 aggiornato alle 20:55 del 16 mag 2018

Pompei a luci rosse: ecco le eccitanti Terme Suburbane

L’edificio, riaperto lo scorso 23 novembre, è considerato tra i posti più erotici e suggestivi dell’antica città romana

“Si quis hic sederit, legat hoc ante omnia: si qui futuere volet, Atticen quaereret”. Questa iscrizione compare nei pressi di Porta Marina, uno degli ingressi dell’antica Pompei. Sapete cosa voleva dire l’autore del graffito? Semplicemente questo: “Chiunque si metta seduto qui, legga questo annuncio prima di tutto: se per caso volesse fottere, vada a cercare Attice. Un annuncio, o forse un semplice consiglio, messo per iscritto vicino alle Terme Suburbane, uno dei luoghi in cui se la spassavano i pompeiani di una volta. Un sito solitamente chiuso, che dallo scorso 23 novembre è stato riaperto per “regalare” a Natale la visione degli affreschi a luci rosse. Gli orari di visita sono dalle ore 9.20 alle 16.40.

Terme Suburbane
foto di Anna Monaco

Le Terme Suburbane sono un ampio complesso di età Giulio-Claudia, considerate tra i posti più erotici e suggestivi di Pompei. I sei affreschi, posti nell’apodyterium (spogliatoio), sono un autentico “catalogo erotico” dell’epoca, raffigurante le prestazioni offerte dalle prostitute di 2mila anni fa ai ricchi commercianti che si recavano nell’area vesuviana per concludere gli affari importanti. Il sito è posto subito a valle delle mura urbiche, presso l’accesso di Porta Marina. Non fu casuale la scelta di costruire l’edificio all’ingresso di Pompei: il proprietario (tale Locus Publicus Pompeianorum, come riporta la scritta LPP su due cippi di tufo) pensò bene di attirare sia i clienti della città che chiunque si trovasse di passaggio.

Le Terme non rappresentavano solo un momento di “svago”, ma un vero e proprio rito quotidiano. Oltre ai privé, i clienti potevano rilassarsi come avviene in una moderna spa dopo un’intensa giornata di vita activa. Gli ambienti, infatti, erano dotati di una stanza adibita a ninfeo, nel quale veniva riprodotta una grotta dalla quale fuoriusciva una cascata d’acqua. Si possono ammirare uno straordinario mosaico raffigurante Marte ed Amorini ed alcuni stucchi riproducenti animali marini e simboli come l’aquila ed il fulmine, legati al culto di Giove.

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