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lunedì 11 giu 2018 aggiornato alle 20:55 del 16 mag 2018

Regalo di Natale a Pompei: aprono tre domus

L’edificio chiamato Domus e Botteghe e le case del Triclinio all’aperto e del Larario fiorito sono state restaurate con i fondi del Grande Progetto Pompei. Il ministro Franceschini: «È una bella storia italiana di cui dobbiamo tutti essere orgogliosi»

Pompei fa un regalo di Natale ai milioni di turisti italiani e stranieri che visitano ogni anno il sito archeologico. Da oggi sarà possibile ammirare tre nuove domus scavate parzialmente negli anni ‘50 da Maiuri e messe alla luce compiutamente alla fine degli anni ‘80. Si tratta dell’edificio soprannominato Domus e botteghe e delle case del Larario Fiorito e del Triclinio all’aperto. «Quando ho cominciato il mio percorso da Ministro – ricorda Dario Franceschini, presente all’inaugurazione – Pompei nel mondo era simbolo di difficoltà, oggi è simbolo di riscatto e di utilizzo efficiente dei finanziamenti europei. Qui vi è un continuo fiorire di iniziative e un aumento consistente delle presenze, è una bella storia italiana di cui dobbiamo tutti essere orgogliosi».

L’edificio Domus e Botteghe rientra nella tipologia della casa-bottega: alla vendita erano adibiti gli ambienti fronte strada, mentre il settore residenziale era incentrato su una corte scoperta provvista di un triclinio in muratura e di uno spazio porticato, sul quale si aprono gli ambienti più nobili della domus. Questi sono decorati da pitture in IV stile pompeiano che, al momento dell’eruzione, erano oggetto di un parziale rifacimento nell’ambito di più ampi lavori di restauro, testimoniati dalle anfore piene di calce rinvenute durante lo scavo.

La Casa del Triclinio all’aperto è nata dalla fusione di più nuclei indipendenti. Alla modesta abitazione di Via di Nocera si contrappone una vasta area a giardino, oggi piantata a vigneto così come doveva essere in antico. Tra il verde dei vitigni è ubicato il grazioso triclinio estivo, abbellito da due fontane a nicchia rivestite di mosaici in pasta vitrea, pomici e conchiglie.

Con ogni probabilità, la Casa del Larario fiorito era un edificio aperto al pubblico, come lascerebbe supporre la presenza di iscrizioni elettorali in uno degli ambienti interni. L’abitazione conserva pitture parietali originali, come la decorazione della sala affacciata sul giardino, con quadretti mitologici inseriti al centro di pannelli giallo ocra. Degno di nota anche il raffinato larario (luogo destinato al culto domestico) ubicato all’interno di un piccolo cubicolo decorato con amorini in volo e fiori sparsi. Nel giardino, invece, vi è un grande triclinio in muratura inserito su un pavimento in cocciopesto con inserti di marmo.

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