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domenica 27 mag 2018 aggiornato alle 20:55 del 16 mag 2018

Totò ha preso la “laura”: il principe della risata diventa dottore

A ritirare la laurea in Discipline dello Spettacolo la nipote Elena: «Gli è stata restituita un po’ di quella gioia che da mezzo secolo lui regala a noi». Presente il ministro Franceschini: «Sono innamorato di Totò»

«Quando ero un ragazzino si andava al cinema, non c’era altro divertimento, pur di andarci si guardava di tutto. Poi un giorno mio padre mi portò a vedere “Fifa e arena”». Si parla di Totò e le parole sono quelle di Renzo Arbore, appassionato del principe della risata e promotore dell’iniziativa che, a cinquant’anni dalla scomparsa, ha portato al conferimento della laurea ad honorem alla memoria in Discipline dello spettacolo a Totò al principe de Curtis da parte dell’Università Federico II di Napoli.

Grandissima partecipazione alla cerimonia tenutasi nella splendida Aula Magna dell’ateneo federiciano alla quale ha preso parte anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che si è detto innamorato di Totò esprimendo il suo apprezzamento per un’iniziativa «molto intelligente, una bella idea per cui è giusta la presenza del Governo». «È stato onorato e apprezzato solo dopo la morte, mentre in vita i radical-chic non lo avevano fatto», ha sottolineato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il sindaco partenopeo Luigi de Magistris, invece, si è detto impaziente «di inaugurare, la prossima settimana, la più grande mostra mai fatta su Totò, fortemente voluta dalla famiglia».

Una figura controversa quella di Totò, non sempre apprezzato dalla critica e spesso sottovalutato, ma che ha saputo farsi amare da tutti, dai ricchi e dai poveri. Commosso Arbore nella sua laudatio academica nella quale, meglio di chiunque altro, è riuscito a spiegare l’importanza e la grandezza del Principe: «Lui ha consolato intere generazioni nell’immediato dopoguerra. Ha consolato i miei nonni, i miei genitori, me. E ha consolato senza distinzioni di ceto, da nord a sud, tutta l’Italia. Totò è arrivato e ha conciliato tutti. Ci ha consolato con le risate e la sua cultura intelligente e sorridente».

Il compito di ricevere la pergamena dalle mani del rettore Gaetano Manfredi è toccato a Elena Anticoli de Curtis, nipote di Antonio de Curtis, che ha commentato così: «Oggi gli è stata restituita un po’ di quella gioia che da mezzo secolo lui regala a noi».

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