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domenica 27 mag 2018 aggiornato alle 20:55 del 16 mag 2018

“Il Castello delle Cerimonie” programma trash? Il regista e produttore: “Polemiche pretestuose, non accettiamo censure”

Interrogazione in Regione Campania, dove il consigliere Francesco Emilio Borrelli accusa la Film Commission di aver destinato fondi pubblici a "un programma che porta nelle case degli italiani il peggio del trash". La risposta di Raffaele Brunetti, regista della docu-serie: "Abbiamo regolarmente partecipato a un bando e portato lavoro sul territorio"

“Nel 2014 ha diretto due stagioni della serie docu-reality il Boss delle Cerimonie, registrando il record di ascolti, visualizzazioni, tweet e polemiche”. Una frase, contenuta nella biografia del regista e produttore Raffaele Brunetti, che oggi torna d’attualità. Soprattutto per quanto concerne le polemiche. Il consigliere regionale di maggioranza Francesco Emilio Borrelli ha presentato un’interrogazione al consiglio regionale campano per capire “se i 73.749 Euro che la Film Commission Campania ha concesso alla B&B Film (di cui Brunetti è fondatore, ndr) per il progetto Il Castello delle Cerimonie, siano effettivamente stati usati per realizzare quella trasmissione in cui sono stati protagonisti personaggi legati alla malavita”.

“Sarebbe assurdo – prosegue Borrelli – che soldi pubblici dei campani andassero a finanziare un programma televisivo che porta nelle case degli italiani il peggio del trash, dando un’immagine distorta e non veritiera della vera napoletanità”. Da qui l’interrogazione di Borrelli, che in caso di conferma si dice pronto “a chiedere la revoca immediata del finanziamento” perché quei soldi vadano “a prodotti che documentino la vera Napoli e i veri napoletani”. “Non capisco: un consigliere regionale di maggioranza polemizza con la Film Commission per un bando pubblicato dalla Regione stessa”, ribatte a Campaniasuweb Raffaele Brunetti.

Dunque: questi soldi sono stati effettivamente utilizzati per realizzare “Il Castello delle Cerimonie”?
Il bando esce, la B&B Film aveva tutte le caratteristiche per partecipare, lo abbiamo fatto, siamo passati con 74 punti su 100. Tutto qua. Per quale motivo una casa di produzione, che realizza un programma ambientato in Campania, non dovrebbe partecipare a un bando sull’audiovisivo della stessa Regione Campania? Poi quanto prenderemo dipenderà dalla rendicontazione.

In pratica quei soldi non sono stati ancora erogati alla B&Bfilm?
Per sapere quanto prenderemo, bisognerà attendere la rendicontazione. In fase di preventivo noi abbiamo indicato la cifra di 73mila Euro, che però andranno, per l’appunto, rendicontati. Non solo: per prenderli bisogna realizzare circa il 250 percento di investimenti in Campania; con professionisti campani e con aziende campane. Abbiamo portato lavoro in questa regione, e questo mi sembra un dato di fatto. Poi se qualcuno della regione ritiene che la regione ha fatto un bando non idoneo, non sono cose su cui posso intervenire. Sarebbe stato più corretto che il consigliere Borrelli fosse intervenuto prima, quando il bando è stato discusso, o almeno quando è stato presentato dall’istituzione che rappresenta. La comunicazione dei beneficiari è stata fatta comunque a Giugno. Noi abbiamo investito e realizato un prodotto di qualità e di grande successo. Sollevare adesso la polemica è ingiusto e pretestuoso.

Altro discorso: quello sul trash. Una polemica che “Il Boss delle Cerimonie”, ora “Castello delle Cerimonie”, si porta dietro dalla prima edizione del 2014
Il taglio della trasmissione è sempre stato ironico e scanzonato. Poi questo discorso sulla “napoletanità” mi sembra molto generico, così come mi sembra pretenzioso distinguere una napoletanità “vera” da una “falsa”. Esistono, semplicemente, degli spaccati della realtà campana che corrispondono a ciò che facciamo vedere nel programma. Perché non bisognerebbe portali alla luce? Questa pretesa censoria mi sembra abbastanza strana.

Il discorso non è tanto sul “mostrarli”, quanto sul farne l’apologia
Ma noi non facciamo nessuna apologia del trash! Questa è una serie docu: facciamo vedere tutto senza nascondere niente. Poi la trasmissione può piacere o meno, ma sono valutazioni del tutto soggettive, indipendenti dai criteri di assegnazione di un bando. Bando che, ci tengo a ricordare, è dedicato allo sviluppo del comparto audiovisvo in Campania, e una produzione di valore e successo nazionale e internazionale come la nostra rietra pienamente nella mission, per questo abbiamo ottenuto un ottimo punteggio.

Altro tema caldo: la camorra. L’interrogazione consiliare punta l’indice, cito testualmente, “su una trasmissione in cui sono stati protagonisti personaggi legati alla malavita”
Io mi attengo ai fatti. Abbiamo sempre lavorato con persone libere e nella facoltà dell’esercizio delle loro funzioni. Come produzione, prima di avviare la stagione d’esordio del programma, andammo alla procura di Torre Annunziata per capire quale fosse la situazione giuridica dei titolari e se ci fosse qualche motivo ostativo alla produzione. Ci fu risposto di no e che l’unico procedimento in corso verso i titolari della struttura era di abusivismo edilizio, per il quale avevano opposto appello. Se si vuole affermare che, oltre all’apologia del trash, facciamo pure quella della camorra, allora vuol dire che siamo davanti a una polemica meramente strumentale. Lo ripeto: noi non facciamo altro che mostrare uno spaccato della realtà sociale campana. Punto. Se questo spaccato a qualcuno non piace, rispetto il giudizio; ma non per questo mi fermerò dal mostrarlo. E certamente non accettiamo censure.

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