«I mostri generano mostri» - Intervista ad Isa Danieli

L’attrice debutta stasera al Mercadante di Napoli con “L’Abissina. Paesaggio con figure”: «Gli uomini mostruosi esistono ma Chiti li prende in giro. Per questo dopo 20 anni non lo abbandono, anche se in futuro apro la porta ai giovani»

Isa Danieli in

Stasera sarà in scena al Teatro Mercadante di Napoli per la prima di “L’Abissina. Paesaggio con figure”. Isa Danieli è la protagonista di questa vicenda tragi-comica che ruota attorno a un vecchio despota che genera solo figli deformi e di cui tutti invocano la morte, per l’eredità. Il regista Ugo Chiti scrisse la pièce nel ‘93 riadattandola oggi per lei: «È vero – ci dice la Danieli – l’ha riscritta per me, per far sì che Nunzia, il personaggio che interpreto, diventasse altro dalla precedente commedia. La mia Nunzia è un’emigrante del Sud, una napoletana trasferita in Toscana a far da serva, con tutti i pregiudizi e le diffidenze che suscita tra gli altri personaggi, tanto da aprire la strada a una tematica nuova, quella del razzismo». La donna, infatti, è detta Abissina, termine dispregiativo riferito allo straniero, da cui prende il titolo il nuovo testo.

Con Chiti già nel ‘90 ha vinto il Biglietto d’Argento a Taormina, per l’opera “Kiri”. Sono passati più di 20 anni da allora e siete ritornati a lavorate insieme. Com’è stato riprendere dopo tanti anni?

Ci siamo conosciuti, amati, abbiamo apprezzato il lavoro l’uno dell’altro e lavorato insieme magnificamente. Poi è calato il silenzio, siamo stati in sospeso per anni, ma non abbiamo mai smesso di seguirci, io andavo a vedere i suoi spettacoli e lui i miei. Ed ora è come se il tempo si fosse fermato. È questo il segreto: cercarsi e adorarsi sempre.

Nunzia è la serva ma anche l’amante del ricco despota Lucesio, nonché madre di una figlia ripudiata perché deforme. Quale parte di Nunzia le sta più a cuore o le fa più commozione?

Il personaggio che interpreto lo sento vicino tutto, in ogni sua sfaccettatura, altrimenti non riuscirei a rappresentarlo. Mi fa molta tenerezza quando cerca di addolcire il despota perché gli riconosca la figlia ma non ci riesce.

Eppure anche il ricco Lucesio ha la sua dannazione: quella di generare sempre figli deformi, nonostante la sua esuberante virilità…

Sì, questa è la punizione, a mio parere, per i mostri, che ci sono anche nella nostra società: i mostri generano mostri.

Lei ha lavorato con tanti registi italiani, sia di cinema che di teatro, dalla Wertmuller e Tornatore a De Filippo, solo per citarne alcuni. E ultimamente è apparsa anche in tv nella fiction “Capri”. Volendo fare un bilancio, in tanti anni di carriera, c’è un regista con cui avrebbe voluto lavorare e non l’ha fatto?

La verità è che mi lascio entusiasmare dalla storia e dal personaggio che mi propongono non dal regista, per cui posso dire di non avere alcun rimpianto. Qualche rimorso sì, ma non posso dire il nome del regista. E se dovessi scegliere adesso, opterei per un testo scritto da un giovane. Mi piace lavorare con loro.

E se dovesse scegliere tra cinema e teatro?

Sempre il teatro. Sono nata lì e la sensazione di avere il pubblico vicino è unica.

Un consiglio ai giovani che vogliono fare gli attori?

Fate teatro, non rincorrete le illusioni della tv.

08 Febbraio 2012
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