“Colazione da Tiffany”, un omaggio a Truman Capote
Forse i fan dell’indimenticabile film di Blake Edwards saranno delusi dall’adattamento teatrale di “Colazione da Tiffany”, in scena al Diana fino al 12 febbraio. Non ritroveranno la gaia e brillante atmosfera della pellicola e neppure l’ingenua e adorabile Holly, che, interpretata impeccabilmente da Francesca Inaudi, riveste le sembianze di una Cover Girl, un po’ traviata e un po’ selvaggia, che somiglia più a Marilyn Monroe, modello di Truman Capote per il suo romanzo, che non ad Audrey Hepburn, protagonista del film cult di Blake Edwards.
NELLA PROTAGONISTA LA MADRE DI CAPOTE – Questa messa in scena rende omaggio proprio al romanzo di Capote e alla sua vita sregolata e imprevedibile: abbandonato in tenera età dalla madre, sempre in fuga da se stessa per ricercare ricchezza e lussi, la rivediamo proprio in Holly smaniosa di trovare un proprio posto nel mondo, un amore che le dia calore e che colmi il vuoto che prova, un luogo di sensazioni familiari, proprio come la gioielleria Tiffany, che tranquillizza anche le “paturnie” di Holly: «Capisci cosa intendo quando dico che niente di brutto può accaderti qui? E non è per i gioielli, che a me non piacciono, tranne i brillanti s’intende...».
TRA CINEMA E TEATRO – Tutto è curato nei minimi particolari: la scenografia, curata da Gianni Carluccio, ci fa ripercorrere tutte le scene rese immortali dal grande Blake Edwards: viviamo fuori e dentro gli appartamenti dei protagonisti, costruiti ad incastro proprio come la vita della protagonista che fugge continuamente dalle finestre, accolta da un timido e impacciato William/Fred Parson, interpretato magistralmente da Lorenzo Lavia. Lo scrittore perdutamente innamorato di Holly, che insieme al barista Joe Bell ripercorre con dei lunghi fashback i giorni in cui l’ha conosciuta. Un piccolo uomo in crisi, che si lascia sedurre dalla fanciulla e ne segue i consigli, turbato e affascinato da un mondo diverso dal suo, frivolo e senza morale, dove le feste e gli amici ricchi e fatui ne fanno da padroni. Malinconicamente, dopo varie vicissitudini Holly partirà per il Brasile e scomparirà nel nulla, accompagnando i sogni di William/Capote. E la immagineremo sempre “in transito”.
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