“Oggi jamm’ a casa ‘e mammà”: se Dylan Dog fosse nato a Napoli…

Intervista a Francesco Burzo, giovane umorista partenopeo, che partendo da un’idea semplice ha fatto divertire migliaia di utenti Facebook: “Voglio rivisitare l’intera serie. Se fossi suo cliente gli chiederei di indagare sulla misteriosa sparizione dei posti di lavoro”

oggi jamm a casa e mammà
E se Dylan Dog vivesse e lavorasse in quel di Napoli? Il celebre indagatore dell’incubo, nato nell’ormai lontano 1986 dalla penna di Tiziano Sclavi, avrebbe ben altri problemi da affrontare: Asl Regione Campania e lavori in piazza Municipio sono più temibili di zombie e licantropi. Questa l’idea da cui è partito Francesco Burzo, giovane umorista partenopeo, che si è divertito a sovvertire i titoli degli albi originali per adeguarli alla realtà napoletana.

Partiamo da una domanda originale: come ti è venuta in mente un’idea del genere?

Quando mi è capitata davanti la copertina di “Ti ho visto morire”, in cui c'è Dylan Dog che esce dalla sua auto e guarda con espressione smarrita un autobus volante. Mi sembrava uno che era arrivato in ritardo alla stazione dei pullman, quindi ho reso questa immagine in napoletano e l'ho pubblicata, per gioco, sulla mia bacheca personale. In poco tempo ha fatto il giro di Facebook. Così è stato per le altre e, per questo, ho deciso a farne una pagina esterna al mio profilo

Perché proprio l’indagatore dell’incubo e non, poniamo, Nathan Never o Martin Mystere?

Innanzitutto perché sono un accanito fan di Dylan Dog! La mia intenzione è quella di omaggiare una serie che leggo fin da quando ero ragazzino. In secondo luogo perché gli scenari mostruosi, e talvolta catastrofici, rappresentati sulle copertine di Dylan Dog, sono più adatti a descrivere, in maniera ovviamente iperbolica e volutamente esasperata, i paradossi della realtà campana rispetto a uno scenario western oppure fantascientifico

Immaginiamo di essere clienti di un Dylan napoletano: su quale incubo chiederesti di indagare?

Probabilmente sulla misteriosa sparizione dei posti di “fatica” a Napoli (per scoprire che dietro c'è una complotto ordito dai Maya e Maurizio Costanzo) o sulle creature mitologiche che si aggirano nelle sale giochi e nelle ricevitorie del lotto

Qualche riscontro dalla Sergio Bonelli Editore?

Non ancora. Speriamo che, in tal caso, non lo facciano tramite la lettera di un avvocato

Il web sta rispondendo con entusiasmo. Le tue copertine si aggirano ormai su migliaia di bacheche Facebook: credi sia una dimostrazione di come la viralità sia principalmente connessa alle buone idee, più che al budget stanziato?

Credo che, almeno per quanto riguarda Facebook, le idee abbiano la meglio sul budget, senza alcun dubbio. Anche perché Facebook offre effettivamente a tutti la possibilità di esprimersi, a prescindere dai mezzi finanziari a disposizione. Che poi queste idee siano “buone” o meno è un altro discorso e, più che un'intervista, servirebbe una conferenza

Qualche indiscrezione sui prossimi numeri? Alla collezione, per ora, ne mancano alcuni storici, come “L’alba dei morti viventi” o il numero 100 a colori…

Mi sono promesso di rivisitare l'intera serie e ci riuscirò! Probabilmente alcuni numeri non saranno all'altezza di quelli più divertenti già “rivisitati”, in quanto le loro copertine offrono effettivamente meno spunti. Intendo, però, fare del mio meglio per tener fede alla mia promessa e continuare a far divertire i miei visitatori

06 Febbraio 2012
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