Arrestati 11 ultrà del Napoli
Due anni di intercettazioni telefoniche e ambientali hanno portato alla carcerazione di 11 ultrà del Napoli che si riconoscono nella sigla “Bronx”. La Digos della Questura partenopea li ha arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a reati commessi a ridosso o durante partite di calcio anche internazionali.
IL CAPO ULTRA’ – In manette anche Francesco Fuccia vicino al clan Mazzarella. Ritenuto il capo del gruppo organizzato di tifo violento “Bronx”, Fuccia, mentre era agli arresti domiciliari per spaccio di droga, avrebbe pianificato a casa sua le azioni da compiere contro le tifoserie delle altre squadre e le forze dell’ordine in occasione di match anche fuori Italia. In alcune occasioni è andato a fare visita a Fuccia anche l’ex calciatore azzurro Fabiano Sancracoce.
CONTATTI TRA CALCIATORI E ULTRA’
LE PARTITE – Gli indagati hanno preso parte ai gravi atti di violenza commessi a Napoli il 9 maggio 2010, in occasione della gara Napoli-Atalanta, a seguito dei quali rimasero feriti 13 agenti della Polizia di Stato; a Udine il 7 febbraio 2010, in occasione dell’incontro Udinese-Napoli; a Bucarest (Romania) il 30 settembre 2010, in occasione della partita di Europa League Steaua-Napoli; ed ancora, a Napoli, il 21 ottobre 2010, in occasione di Napoli-Liverpool, anch’essa valida per la stessa competizione internazionale. In quest’ultima occasione furono aggrediti e feriti, in diverse circostanze, sette turisti inglesi e cinque agenti.
ARMI E TATUAGGI – Già il 16 novembre 2010, su ordine degli magistrati della procura della Repubblica che hanno coordinato le indagini, la Digos aveva eseguito ispezioni e perquisizioni nei confronti di 57 appartenenti ai gruppi di ultrà, verificando, per ognuno di essi, la presenza sul corpo dei tatuaggi che ne contraddistinguevano l’appartenenza al gruppo. Nel corso di quella operazione, furono sequestrati in numerose abitazioni molte armi (mazze, aste di bandiera, coltelli anche a serramanico, tirapugni) e capi di abbigliamento utili per il travestimento, utilizzati dagli indagati per le aggressioni alle tifoserie di squadre avversarie e alle forze dell’ordine.
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