Continua il poetico viaggio di Erri De Luca

Dopo un anno lo scrittore partenopeo torna a emozionare gli spettatori del Bellini raccontando alla nipote Aurora il suo 900
Erri De Luca

«Racconto per Aurora il mio secolo dal quale lei proviene come un uccello da un uovo. Per lei è un guscio svuotato, per me tuorlo e albume. Le racconto il tempo precedente, che qui sta tutto dentro uno zaino da viaggio». Con queste belle parole Erri De Luca tratteggia sapientemente il nuovo cammino intrapreso con sua nipote Aurora. “Il viaggio con Aurora continua”, questo il titolo dello spettacolo in scena al Bellini in cui il poeta continua a parlare di un secolo rivoluzionario come quello del ‘900, tra emozioni, suggestioni e tanta ma tanta poesia.

«NAPOLI UN MISCUGLIO DI MAGNIFICO E ATROCE» – Così De Luca delinea la città di Pulcinella, mettendone a fuoco luci e ombre, risorse e limiti, grandezze e bassezze. Lo scrittore da perfetto innamorato è legato a essa visceralmente, nonostante tutto, e di essa fa innamorare gli spettatori per l’onestà e l’autenticità dello sguardo con cui guarda questa città da cui è stato “imparato e perduto”. È dunque Napoli il punto di partenza di questo meraviglioso viaggio in cui a far compagnia a Erri, intorno ad una grande scrivania, è la nipote Aurora, che con la sua dolce e intensa interpretazione da ulteriore spessore a uno spettacolo che incanta e che scivola via per un’ora e mezza, lasciando lo spettatore, a sipario chiuso, nutrito e sazio di sublime poesia.

UNA POESIA CONTAGIOSA – Ad affiancare Erri e Aurora nell’emozionante viaggio sono, poi, anche gli intermezzi virtuosi della violinista Michela Zanotti, che contribuiscono a creare un’atmosfera intima e davvero suggestiva. Particolarmente emozionante è il momento in cui De Luca racconta gli anni trascorsi al liceo Umberto e l’insegnamento di vita ricevuto dal professor La Magna, egregiamente interpretato in un video da Mariano Rigillo, che un giorno mostrò ai suoi alunni con sagge parole l’importante differenza tra la vigliaccheria dell’omertà e il coraggio della solidarietà. Particolarmente poetico è anche il momento in cui lo scrittore da spazio alla tenerezza dell’amicizia con il poeta bosniaco Izet Sarajlic di cui cita commoventi versi. E come dimenticare, infine, i bellissimi momenti canori di De Luca e della nipote che, in un dolcissimo intrecciarsi di generazioni e di delicate voci maschili e femminili, toccano l’anima dello spettatore facendola vibrare di vita e di speranza. Ciò che più è salutare dello spettacolo di Erri è, infatti, il potere contagioso delle sue parole che, pregne di poesia, sanno raccontare e far apprezzare la vita. Lo scrittore, con lo stupore di un bambino e l’acume di un saggio, desta, infatti, costantemente curiosità e interesse nello spettatore regalandogli una lente nuova con cui guardare le cose, anche le più banali, come i nostri semplici e umili piedi, che nella sua poesia elogio, diventano straordinari compagni di vita.

16 Febbraio 2012
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