Un dossier di 500 pagine ha spinto il Viminale a prendere questa decisione TempiModerni Prima Pagina Cronaca Politica

Giugliano, sciolto il comune per infiltrazioni camorristiche

Un dossier di 500 pagine ha spinto il Viminale a prendere questa decisione

Comune di Giugliano

Niente elezioni a Giugliano. A meno da un mese dal voto per il sindaco, il Consiglio dei Ministri ha deciso di sciogliere il comune della terza città campana. L’ente è stato commissariato per infiltrazioni camorristiche. La decisione è arrivata dopo aver esaminato una relazione di 500 pagine firmata dai commissari Giovanni Cirillo, prefetto vicario di Salerno, il vicequestore Pasquale De Lorenzo e l’ingegnere Giuseppe Rocco. Il prefetto Musolino ha quindi convocato un vertice con le forze dell’ordine e formulato l’ipotesi di scioglimento, confermata dal Viminale.

IL COMUNE DEL CLAN MALLARDO – Il comune di Giugliano è il più grande per estensione della Campania (100 chilometri quadri che coprono tutta l’area di Napoli Nord fino a Castel Volturno, passando per l’agro-aversano e l’area flegrea) ed il terzo più popolato della regione dopo Napoli e Salerno (120mila abitanti). Ma è soprattutto il feudo del potentissimo clan Mallardo, storico alleato della cosca casalese, che gestisce qualsiasi tipo di attività nell’intera area, dagli appalti ai rifiuti. Ed infatti il comune a nord di Napoli conta centinaia di abusi edilizi che non sono mai stati abbattuti, circa 18 discariche, senza considerare quelle illecite che hanno inquinato il territorio. Giugliano è anche un focolaio di ghetti rom, da dove gli zingari partono per lavorare, ma anche per mendicare o per finire vittime di conflitti a fuoco dopo le rapine.

24 Aprile 2013
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