Il dirigente dell’UOSM di Benevento: «Sia aperta un’inchiesta»
Mancanza di farmaci, risorse insufficienti per la riabilitazione, reparti senza condizionatori, macchine assegnate al servizio sul territorio ma parcheggiate perché senza benzina. Una forte disorganizzazione, mantenuta per ragioni politico-clientelari. «Accuse molto gravi che vanno verificate senza indugio alcuno. È opportuno fermarsi qui con la speranza che una inchiesta venga avviata». Il responsabile del Servizio Psichiatrico dell’Asl Bn1 presso il Rummo, Giuseppe De Lorenzo, risponde all’articolo sugli sprechi della sanità sannita pubblicato ieri su Campania su Web. «Nel pezzo, segnatamente in questi giorni in cui la situazione sanitaria per l’ultima finanziaria è nell’occhio del ciclone, vengono fornite informazioni che, se rispondenti al vero, fanno rabbrividire», scrive in una nota De Lorenzo.
L’IPAD – Il caso più eclatante riguarda l’acquisto di un iPad del valore di quasi 1.000 euro da destinare alla Direzione Dipartimentale per lo svolgimento delle attività istituzionali da svolgere prevalentemente fuori dai luoghi di lavoro. «Guarda caso – risponde De Lorenzo – il soverchio acquisto è avvenuto lo stesso giorno, il 15 luglio per la precisione, in cui il Governo varava le ben note restrizioni sanitarie».
I CONDIZIONATORI – De Lorenzo si sente chiamato in causa quando legge nell’articolo che “molti reparti sono senza condizionatori”. «In verità si tratta di uno solo, l’Spdc da me retto – spiega il dirigente – Nello specifico, senza tema di smentite, si è raggiunto l’inverosimile e lo sperpero del pubblico danaro è palese». De Lorenzo spiega che l’impianto di climatizzazione è stato posizionato tre anni fa, ma sin dall’inizio la ditta vincitrice dell’appalto ha fornito un impianto con il motore non funzionante. Ma i continui scambi di responsabilità tra l’Azienda Ospedaliera Rummo e l’Asl Bn1 non hanno portato al ripristino dei condizionatori così che «i pazienti costretti al ricovero – continua – si trovano in una struttura infernale considerando, tra l’altro, l’impossibilità, per ragioni di sicurezza, di poter aprire le finestre a sufficienza». Gli ultimi operai sono stati al lavoro proprio la settimana scorsa, ma non sono giunti ad alcun risultato; anzi, la beffa è stata quella di ricevere una fattura per i lavori eseguiti intestata all’Asl. «L’unico dato che è rimbalzato, da subito, ai miei occhi – conclude De Lorenzo – è stato quello che, nello specifico, si trattava di una fattura senza l’indicazione di un importo».
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Commenti
Credo che l'imbarazzo seguito
ho cercato di entrare nel sito dell'asl bn 1