Le pagelle di Napoli – Novara
De Sanctis 6,5: In effetti il suo match è come se cominciasse alla mezz’ora circa della ripresa, con un doppio intervento sulle conclusioni di Caracciolo (bravo soprattutto sull’uscita bassa che sventa il tentativo di colpo sotto del centrattacco ospite).
Campagnaro 6: Ha recuperato la tonicità e lo sprint dei tempi migliori, riscontrabili nel suo costante ricorso all’anticipo sugli avversari. Mostra particolare attenzione sulle situazioni difensive provenienti da palla inattiva).
Cannavaro 6,5: A lui il compito più difficile di francobollare il pericolosissimo Caracciolo, il quale gli sfugge solo in un paio di circostanze, fortunatamente senza conseguenze. Più in generale dona compattezza al reparto, avendo anche il merito di siglare il raddoppio che mette al sicuro i tre preziosissimi punti.
IL PEGGIORE – Aronica 5,5: Sembra il meno reattivo della squadra, almeno sotto il profilo atletico, aiutandosi con il consueto mestiere negli uno contro uno, nei quali pare avere la peggio sistematicamente. E’ anche vero che spende tantissimo nel seguire Caracciolo a uomo fino alla metà campo.
Maggio 6,5: Il suo contributo si sente eccome: quando c’è da difendere in area e quando c’è da riavviare l’azione; e non meno negli inserimenti o nelle conclusioni a rete. Un giocatore imprescindibile per questo Napoli.
Inler 6: Supera gradatamente un certo impaccio iniziale, entrando poi pienamente in partita, risultando prezioso principalmente per la rabbia con la quale aggredisce i portatori di palla avversari. (Dal 32’ del s.t. Vargas 6: Si produce in qualche bel tocco a smarcare i compagni denotando uno spiccato altruismo, per la verità assai carente nei compagni che immancabilmente lo ignorano).
Gargano 6,5: Si parlava di una sua possibile esclusione iniziale, invece Mazzarri fa bene a puntare su di lui che con la sua personalità trasmette fiducia ai compagni nelle delicate fasi iniziali dell’incontro, quando i fantasmi delle gare precedenti sembrano ancora paralizzare i calciatori azzurri. E’ lui che crea i presupposti per la seconda segnatura.
Zuniga 6,5: Fondamentale il suo rientro per la squadra, la quale può affidarsi al suo eclettismo mai superficiale, e soprattutto sempre accompagnato da una puntuale attenzione alla fase di copertura. (Dal 45’ del s.t. Dossena s.v.: Una fugace apparizione di tre minuti che gli vale un’altra presenza con la storica casacca azzurra).
IL MIGLIORE – Dzemaili 7: Schierato come vice Lavezzi si cala perfettamente nel ruolo, provando ad emulare –con buoni esiti- le caratteristiche di spacca-difese dell’argentino. Suo il prezioso assist del vantaggio, ma anche gli innumerevoli tentativi per mettere il punteggio al sicuro.
Hamsik 6,5: Si offre sovente come soluzione di passaggio per i compagni svariando da un capo all’altro della trequarti: lavoro preziosissimo. Non perde l’occasione di rendersi pericoloso in fase conclusiva sfiorando la rete nella ripresa con un bel destro a giro. (Dal 48’ del s.t. Ammendola s.v.: Mazzarri gli concede giusto la passerella nello stadio della sua città, con la speranza che ciò sia solo il primo passo di una luminosa carriera in azzurro).
Cavani 7: Segna la più facile delle reti, ma l’importante è che sia al posto giusto al momento giusto. Il gol gli ridona miracolosamente smalto e la solita rabbia agonistica grazie ai quali sfiora ripetutamente la personale doppietta. Prezioso anche in fase difensiva (soprattutto su palle inattive).
All. Mazzarri 6,5: Ottiene dalla sua squadra ciò che aveva espressamente richiesto alla vigilia, una vittoria che prescindesse anche dal bel gioco. In realtà oltre ai tre punti i suoi ragazzi hanno mostrato anche qualche timido progresso atletico nonché tattico, magari difettando in intraprendenza e soprattutto nella gestione della palla (vecchia lacuna), la quale migliorata, potrebbe evitare talvolta che avversari apparentemente spacciati tornino pericolosamente in partita.
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