Napoli, piovono bottiglie
Otto secoli di storia sommersi dall’imbecillità contemporanea. Siamo al Vomero, piazzale San Martino, la mezzanotte di un caldo lunedì d’agosto. Dal parapetto che domina l’intera città di Napoli volano bottiglie di vetro che si frantumano sulle scale della Pedamentina, quelle che negli anni ’60 dell’800, lo storico Chiarini in Celano definiva come “Erta e pittoresca salita a gradoni”. Ragazzi soggetti a evidente degrado mentale e civile lanciano di proposito bottiglie di birra nel vuoto, mettendo in pericolo l’incolumità di chi voglia ripercorrere quelle scale costruite nel ‘300 per rendere più agevole l’edificazione della Certosa.
NESSUN CONTROLLO – La Pedamentina, oggi, si presenta così: una distesa di cocci frantumati e bicchieri in plastica. La crisi rifiuti che da anni offende l’immagine della città non sembra dissuadere nessuno. Le campane per la raccolta del vetro sono lì, a pochi passi, lungo il perimetro della zona pedonale. Nonostante ciò, le bottiglie continuano a volare con impressionante costantanza. Il tutto nella totale assenza di controlli: niente presidi della polizia municipale, nessun impianto di videosorveglianza, alcun sistema di vigilanza. Tutto è lasciato alla semplice inciviltà di chi usa Napoli come discarica della propria ignoranza.
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