L’ente è totalmente pubblico e sostituisce la vecchia Arin. L’assessore Lucarelli: «Siamo gli unici ad aver realizzato ciò che gli italiani hanno chiesto con il referendum del 2011» TempiModerni Prima Pagina

Nasce Abc, la nuova società di gestione dell’acqua a Napoli

L’ente è totalmente pubblico e sostituisce la vecchia Arin. L’assessore Lucarelli: «Siamo gli unici ad aver realizzato ciò che gli italiani hanno chiesto con il referendum del 2011»

Referendum per l'acqua pubblica

Si chiama ABC, ovvero Acqua Bene Comune. È la sigla della nuova società totalmente pubblica di gestione dell’acqua a Napoli che sostituisce la vecchia Arin Spa. «Abbiamo realizzato ciò che 27 milioni di italiani hanno chiesto con il referendum del 2011», ha sottolineato oggi l’assessore per i Beni Comuni Alberto Lucarelli che, insieme al sindaco Luigi de Magistris, ha sempre sostenuto il risultato referendario contro la privatizzazione dell'acqua. 

NAPOLI, PRIMA CITTA’ D’ITALIA – L’Abc è la prima società di diritto pubblico in Italia che gestisce l’acqua in città e nasce dopo la Eau de Paris, altra realtà europea. Ma Lucarelli ci tiene a precisare che il comune partenopeo ha impiegato solo un anno e mezzo per trasformare la società in un ente totalmente pubblico e democratico, mentre a Parigi ci sono voluti cinque anni. «Siamo pionieri in questa direzione – ha concluso l’assessore – e già ci sono interessamenti di altre città d’Italia a seguire il nostro modello».
 

LA SOCIETA’ – 
La nuova struttura prevede un Cda composto di 5 persone, due delle quali indicate dalle associazioni ambientaliste.
Tra circa quaranta giorni sarà operativo anche il Comitato di Sorveglianza, formato da 5 membri del Consiglio Comunale, 5 delle associazioni ambientaliste e 5 rappresentanti dei lavoratori. Attualmente la presidenza della Abc è affidata ad ugo Mattei, ex vicepresidente dell'Arin, mentre l'amministratore delegato è Alberto Pietrobon.

PRIMO PROVVEDIMENTO – Il Cda dell’Abc ha già approvato un importante provvedimento di spending review: la riduzione della spesa di circa 100mila euro derivata dalla cancellazione del benefit auto.

 

22 Novembre 2012
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