Nuovi arresti nella famiglia Potenza

Accuse di estorsione, usura e riciclaggio nei confronti di alcuni personaggi dell’organizzazione già coinvolta nell’inchiesta sulla ristorazione a Napoli

La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di sette esponenti della famiglia Potenza, già colpita da una misura cautelare dello scorso 30 giugno. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere, all’estorsione, all’usura e al riciclaggio di ingenti capitali in Svizzera.

ARRESTATI – Tra i destinatari ci sono Assunta Potenza, figlia del defunto Mario, accusato dagli inquirenti di essere un usuraio del rione Santa Lucia, il nipote omonimo, Mario, e la nuora, Nunzia Aragione. Dalle indagini è emerso in particolare che quest’ultima aveva la disponibilità di 14 milioni di euro depositati su vari conti correnti. Gran parte di questo denaro è stato trasportato in Svizzera con la mediazione dell’imprenditore Francesco Rossi, a sua volta arrestato.

CONFERMATI LEGAMI TRA POTENZA E CLAN LO RUSSO – Le numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali confermerebbero l’investimento di denaro del boss Salvatore Lo Russo, al vertice dell’omonimo sodalizio camorristico di Miano ed oggi collaboratore di giustizia, e della famiglia Potenza, in particolare Mario Potenza e Bruno Potenza, esponenti storici fino a tutti gli anni ‘90 del contrabbando di sigarette e poi stabilmente dediti all’usura nel cui ambito investono gli stessi proventi così accumulati negli anni. Secondo il procuratore della Repubblica facente funzioni, Alessandro Pennasilico, il materiale investigativo costituisce lo sviluppo del filone che ha condotto alla precedente ordinanza cautelare eseguita il 30 giugno dell’anno scorso e che ha avuto ad oggetto l’individuazione dei canali di riciclaggio della criminalità organizzata nelle attività di ristorazione riconducibili al gruppo Potenza-Iorio, con conseguente sequestro di numerose attività di ristorazione in Napoli ed altre località, allo stato in regime di amministrazione giudiziaria.

03 Febbraio 2012
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