Pete Best: “Il vero batterista live dei Beatles” – REPORTAGE
Due anni con i Beatles, dal ’60 al ’62, sulla batteria che poi sarà di Ringo Starr. In pochi ricordano Pete Best come parte integrante dei “Fab Four”. Eppure fu lui a esordire con Lennon, McCartney ed Harrison nel tournée ad Amburgo che darà il via alla leggenda musicale dei Beatles. Cinquant’anni dopo, Best è un signore pacato con baffi e capelli bianchi, giunto a Napoli per visitare la mostra “Rock” al Palazzo delle Arti, ideata e curata da Michelangelo Iossa e Carmine Aymone. Il batterista si aggira per le sale, fra poster di Springsteen e foto di alcuni concerti storici tenuti al San Paolo, tra cui quello dei “rivali” Rolling Stones nel luglio 1982. Una bella immersione nella storia del rock e dei suoi protagonisti, che oggi diventa ancora più concreta con la presenza di un personaggio che, anche a suo discapito, ha comunque fatto parte della band più acclamata di tutti i tempi.
IL “QUINTO” BEATLE? – Nessun rimpianto, però, sembra trasparire dalle sue parole. Il volto è sorridente e disteso, lo sguardo vispo e acceso come ai tempi in cui le ragazzine urlavano i nomi del quartetto anglosassone: “Ma ne è passato di tempo – dice Best ai nostri microfoni – guardo al domani, non al passato. Ho fatto molte altre cose nel frattempo, non mi sento un mito mancato”. A più di settant’anni, Best ha ancora voglia di “guardare al domani” senza farsi prendere dalla nostalgia per un posto sul palco che doveva essere suo: “Lui è il vero batterista live dei Beatles – taglia corto Carmine Aymone – se confrontiamo le ore sul palco sue e quelle di Ringo Starr, scopriremo che quelle di Pete sono 1.700, molte più di quelle del suo successore, che lo supererà solo in ore di registrazione”.
LA MOSTRA – La risposta del pubblico è stata più che positiva. Oltre 600, con autobus organizzati provenienti anche da Roma, le persone accorse al Pan per stringere la mano a Best. Il batterista ha firmato più di 200 autografi, ricevuto il premio “Rock Legends” e un disegno, dell’artista Fulvio Iodice, che lo ritrae col suo ciuffo anni ’60, all’epoca della militanza con i “Fab Four”. Il tour di Best era iniziato con l’ascolto di una registrazione di “Love Me Do” in cui lui suonava la batteria, vero chicca per gli appassionati dei Beatles e del rock in generale. Il cammino è poi proseguito verso le stanze adiacenti, nella sezione dedicata alle chitarre Gibson, ai poster, alle foto e ai cimeli delle band che hanno segnato la storia del genere.
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