Pocho e Matador sfidano il Chelsea a duello
Il tatticismo che avrebbe dovuto dominare l’incontro secondo le dichiarazioni pre-partita espresse dai tecnici di Napoli e Fiorentina, viene immediatamente minato dalla rete lampo di Cavani (3’), scaturita da una magistrale combinazione dei tre tenori, i quali ripagano Mazzarri di averli schierati, nonostante il turnover toccato agli altri reparti. La novità più grande è tra i pali azzurri: difesi novantonove volte dopo non da De Sanctis, ma bensì da Rosati, al suo esordio assoluto in campionato con la casacca partenopea.
GARA IN DISCESA - Il vantaggio repentino favorisce l’ambientamento sul terreno di gioco degli ospiti, i quali si mostrano maggiormente disinvolti rispetto ai viola, a loro volta prevedibili e poco incisivi. L’uomo più attivo dei padroni di casa è il cileno Vargas (chiamato a sostituire l’infortunato Pasqual), dal cui sinistro (8’) parte un cross ficcante che attraversa tutta l’area azzurra per essere raccolto all’estremo opposto dall’accorrente Cassani, il quale batte di prima intenzione facendo la cosiddetta barba al palo.
SOSTITUZIONE PRECAUZIONALE - Pochi istanti dopo Mazzarri è costretto ad effettuare un primo –prematuro- cambio, a causa di un fastidio al polpaccio avvertito da Campagnaro: dentro Grava. La gara procede a ritmi non particolarmente elevati, con il pallino del gioco sovente in mano agli azzurri i quali guadagnano spesso il fondo con i loro esterni collezionando diversi corner. Sugli sviluppi di alcuni di questi i partenopei sfiorano il raddoppio in un paio di circostanze: di Hamsik e Maggio le occasioni più eclatanti, addirittura traversa piena per l’esterno veneto.
TENTATIVI TOSCANI - Sul versante opposto lo imita Natali, il quale sfruttando la sua stazza salta indisturbato in area cogliendo la base del palo. Altro pericolo per gli ospiti pochi istanti a seguire, su conclusione mancina di Jovetic che esce di poco sul fondo. Tutto sommato la reazione viola si limita a queste circostanze scaturite più da giocate individuali, che non frutto di una supremazia territoriale, che per la verità sembra appartenere più agli ospiti, i quali in chiusura di tempo sfiorano ancora la segnatura su palla inattiva, questa volta con Britos che calcia alto a tu per tu con Boruc.
SECONDO TEMPO - Anche Delio Rossi deve ricorrere ad un cambio forzato: così Behrami resta negli spogliatoi ed al suo posto va ad insediarsi Salifu, non modificando nella sostanza il 3-5-2 di partenza. Una incursione del solito Vargas produce un cross per Jovetic la cui mira di testa non centra il bersaglio.
ALTRO GOL-LAMPO DEL MATADOR - Il tentativo viola di imprimere un altro ritmo al match è frustrato però sul nascere dal raddoppio azzurro ancora propiziato dai tenori in vero e proprio stato di grazia: ispiratore e realizzatore sono gli stessi della prima segnatura, ossia Hamsik e Cavani, il quale piazza un destro basso ma ringrazia l’Onnipotente in alto (10’). A questo punto la reazione degli uomini di Delio Rossi è istintiva per quanto stentata e macchinosa. Non producono frutti le conclusioni di Amauri e Montolivo, sul quale Rosati fa attenta guardia. Quindi il Napoli si fa nuovamente vivo con una delle sue famigerate ripartenza strappando applausi alla platea con un duetto Cavani-Lavezzi che non si concretizza per il tempismo in uscita di Boruc (17’).
I CAMBI NON CAMBIANO L’ESITO - Da questo momento in poi i tecnici ricorrono a sostituzioni mirate: Delio Rossi nel tentativo di rendere la sua squadra più incisiva in attacco, Mazzarri con il duplice obiettivo di salvaguardare risultato ed energie in ottica Champions. Va meglio all’azzurro, il quale vede la gara volgere al termine con il punteggio saldamente in mano ai suoi ragazzi, i quali trovano anche il tempo di renderlo più cospicuo con una perla di Lavezzi in contropiede solitario. La trasferta di Firenze serviva a dare risposte concrete sulla salute degli azzurri. Queste sono arrivate, confermando le sensazioni positive già percepite nella gara con il Chievo. Freschezza atletica, attenzione difensiva, manovra disinvolta e tenori al top, sono buoni auspici per la notte di martedì, alla quale i tifosi azzurri tornano a guardare –ora legittimamente- con rinnovata e convinta speranza.
Gestione Articoli
- 1 di 3
- ››



