Schettino – Hitler: il confronto di Sallusti a difesa degli italiani
“Italia mordi e fuggi”. È il titolo di un articolo pubblicato sul settimanale Der Spiegel, che definisce il Bel Paese patria di codardi prendendo come fresco esempio il comportamento del comandante Francesco Schettino che avrebbe abbandonato la nave Costa Concordia durante il naufragio all’isola del Giglio. La considerazione, però, non è andata giù al direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, che a sua volta ha titolato la prima pagina del suo quotidiano “A noi Schettino, a voi Auschwitz”.
«NOI ABBIAMO SCHETTINO, MA LORO AUSCHWITZ» – «Con noi certe cose non accadono, perché a differenza degli italiani siamo una razza», si legge su Der Spiegel. «Che i tedeschi siano una razza superiore lo abbiamo già letto nei discorsi di Hitler – risponde Sallusti nel suo editoriale – ricordarlo proprio oggi, giorno della memoria dell’Olocausto, quantomeno è di cattivo gusto. Noi italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina di passeggeri della nave; quelli della razza dell’autore tedesco dell’articolo di passeggeri ne hanno ammazzati sei milioni: erano gli ebrei trasportati via treno fino ai campi di sterminio e nessuno della razza superiore tedesca ha tentato di salvarne uno» Il direttore del Giornale conclude che «per la loro bravura e superiorità, i tedeschi hanno fatto scoppiare due guerre mondiali che per due volte hanno distrutto l’Europa. Questi tedeschi sono ancora oggi arroganti e pericolosi per l’Europa; non tuonano più i cannoni ma l'arma della moneta non è meno pericolosa. Per questo non dobbiamo vergognarci: noi avremmo pure uno Schettino, ma a loro Auschwitz non gliela toglierà mai nessuno».
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Commenti
commento all'articolo del Dir. Sallusti
Egr. Direttore,
sono perfettamente daccordo con Lei ed in linea con il suo dire, in risposta all'articolo del giornale tedesco,
che, peraltro, avevo già letto. A parte il discorso sugli ebrei, che, ovviamente, condividiamo tutti, mi piace,
quì, sottolineare, la reazione al concetto di razza, che, purtroppo, nonostante il trascorrere delle generazioni,
riaffiora sempre, anzi, oserie dire, esplode, irrefrenabile, nel popolo tedesco ; volutamente ho utilizzato il ter
mine popolo ( il tutto, per la parte), in quanto ritengo che il concetto espresso dal singolo, in questo caso il
giornalista del settimanale in parola, sia condiviso in maniera, più o meno larvata, dall'insieme del popolo te
desco. Come, giustamente da Lei ricordato, i tedeschi hanno scatenato e perse (non dimentichiamolo), ben
due guerre mondiali, e, se potesse, la Cancelliera, oggi, riprenderebbe il detto.... non c'è due, senza tre; ma
oggi, bè ,oggi, proprio non si può, quindi , "attacca", tramite l'euro e l'economia, ottenendo, dobbiamo am
metterlo, anche se a denti stretti, le stesse vittorie riportate, dal suo ben più famoso "avo" ( come tedesco),
settanta anni fà, con la guerra lampo. Così, alla Grecia , "hanno spezzato le reni", alla Francia, l'hanno nuova
mente "occupata", penso non sia sfuggito a nessuno che la Cancelliera detta ed il Presidente francese scrive,
ciò che poi , dirà in conferenza stampa ; e l'Italia ? E' una nemesi storica, come nel 1943, anche questa volta
abbiamo mandato "qualcuno" (Monti), per trattare l'armistizio,purtroppo a..........Bon.!!!!!!
lapidario ma sincero
i lettori di cultura e origine tedesca dovrebbero apprezzare la risposta di Sallusti. In fondo si allinea con la famosa "Sachlichkeit" tedesca!
Complimenti
"No tu sei più brutto"
"No tu di più"