Un cenone di Capodanno… al Baciot!

Sotto un insolito sole caldo di dicembre intervistiamo Chef Baciot davanti al panorama mozzafiato di una Napoli che si sveglia lentamente: «Lo Champagne? Si abbina anche a un panino con la mortadella»

George’s Restaurant

Vincenzo Bacioterracino, in arte Baciot, è napoletano d.o.c. e, da 22 anni, è Chef Executive del George’s, il ristorante stellato all’interno del Grand Hotel Parker’s di Napoli. La passione per la cucina lo affascina sin da bambino quando, osservando la nonna e la madre ai fornelli, impara i primi trucchi del mestiere e, ci confessa, era lui che preparava il suo biberon! Così, dopo tanti anni investiti nella formazione, svariati viaggi in giro per il mondo e grande spirito di sacrificio, conquista la sua posizione tra “le stelle” della cucina campana.

Il 2012 sarà un anno all’insegna della tradizione o dell’innovazione?

Registro tra i miei clienti la volontà di ritornare al passato, ai cibi della memoria e alle cotture tradizionali. Non bisogna strafare: un bravo chef deve sapere rinnovarsi nel rispetto della tradizione.

Dovendo scegliere un piatto come amuleto “scacciacrisi” per il nuovo anno, quale sceglierebbe?

Più che un piatto è un progetto che sto portando avanti: la riduzione del prezzo al pubblico pur conservando alta la qualità del prodotto.

Qual è l’obiettivo principale per la cena del Capodanno?

Gli ospiti non supereranno i 120 coperti: abbiamo contenuto il numero per far vivere ai convitati un’esperienza gustativa sensoriale a tutto tondo.

Sul menu di stasera non ci sarà il cotechino con le lenticchie, come mai?

Non è un’assenza, lo si dà per scontato e lo offriremo a fine cena come extra menu.

C’è un piatto nel menu di stasera a cui è particolarmente legato?

Io sono innamorato di ogni piatto, perché lo sento mio, perché cucinando esprimo ciò che sono… e se il cliente, poi, si affida completamente, do il meglio.

Il piatto che ha rappresentato il suo 2011?

Il cannellone di pane con ricotta di bufala e funghi porcini oppure lo scrigno di baccalà su carpaccio di pomodoro acerbo.

Che vino abbinerebbe a questi piatti?

La cucina mediterranea deve essere abbinata ai vini campani: un Fiano, una Falanghina oppure mi sposterei in Alto Adige per un buon bianco profumato.

Stasera si brinderà con champagne francese o spumante italiano?

Sarà il cliente a deciderlo.

E le bollicine campane?

Ottime e, tra l’altro, hanno un eccellente rapporto qualità prezzo.

Qual è la sua filosofia in cucina?

Due sono gli aggettivi per la mia cucina: territoriale e stagionale. La qualità della materia prima è fondamentale e deve rappresentare il territorio da cui proviene.

Il piatto che cucina uno chef, una volta tornato a casa, dopo una giornata di lavoro?

Spesso torno a casa tardi, ma non nascondo che tutte le sere mia moglie mi conserva un avanzo della cena.

Quali sono i suoi clienti più “difficili”?

Decisamente i miei figli perché devo dividere la cucina con mia moglie, con la quale loro mi mettono sempre in competizione!

Un pranzo che ricorda con piacere?

Un panino con la mortadella abbinato a uno champagne, in compagnia dell’amico chef Sergio Mei.

Quale sarà la sua garanzia per stasera?

Il mio amore e la mia professionalità. Lo chef deve essere generoso, ma di una generosità assoluta: fai tutto per gli altri e devi farlo bene e con passione.

Così, aspettando la mezzanotte, i convitati del George’s restaurant vivranno un’esperienza culinaria che abbraccia tutti i sensi, coccolati e sedotti da un menu… al Baciot!

 

Menù Capodanno 2011 del George's Restaurant
31 Dicembre 2011
© Riproduzione riservata