Un museo-laboratorio della tipografia, ma intanto la bottega rischia di chiudere

Il Comune di Napoli fa cadere nel vuoto la proposta dell’artigiano Vincenzo Falcone, titolare dell’antichissima tipografia “Arti Grafiche Falcone”. I preziosi macchinari che hanno stampato milioni di biglietti dagli anni ‘20 ad oggi richiesti in Veneto e Piemonte

Vincenzo Falcone

Vincenzo Falcone con uno dei suoi preziosi macchinari

Dal 1922 la tradizione tipografica napoletana non ha mai smesso di esistere, eppure oggi corre il rischio di scomparire per sempre. Questo l’appello di Vincenzo Falcone, titolare dell’antichissima tipografia “Arti Grafiche Falcone” sita nel cuore dello storico Borgo Sant’Eligio, a Napoli. Riconosciuta come bottega storica dalla Camera di Commercio, la tipografia custodisce affascinanti macchinari degli anni ‘20 come la Pedalina Saroglia e la Felix degli anni ‘30, tutte assolutamente funzionanti e produttive. Per questo la proposta di uno spazio atto ad un museo-laboratorio, da tempo depositata all’assessorato al Patrimonio. 

FOTO – I TESORI DI FALCONE

FALCONE: «IL MIO MUSEO DELLA TIPOGRAFIA» – «L’obiettivo è la conservazione di macchine da stampa d’epoca e di materiali per la composizione a mano di lavori di tipografia, come ad esempio i caratteri in piombo – spiega Falcone – In tal modo sarebbe possibile racchiudere in un locale la storia e l’evoluzione delle arti grafiche dagli anni ‘30 fino ai giorni nostri. Questo permetterebbe anche lo sviluppo di un laboratorio dove i giovani possano apprendere l’arte di un antico mestiere accanto ad artigiani con più di 40 anni d’esperienza». 

MA INTANTO RISCHIA LA CHIUSURA – Vincenzo Falcone è esponente di una famiglia che ha fatto della tipografia la propria ragione d’esistenza. Suo padre Giovanni fondò la prima bottega nel 1922, per poi trasferirsi in via Duca di Sandonato 69, stabile terremotato nel 1980. Sfrattati dal Comune di Napoli per ospitare in quei locali il Polo Orafo, ora la tipografia Falcone è costretta in spazi limitati che dovrà nuovamente lasciare con il rischio di dover chiudere per sempre.

MACCHINARI APPREZZATI FUORI NAPOLI – E mentre le Istituzioni cui Vincenzo Falcone si appella lasciano cadere le sue proposte nel silenzio, la Tipoteca Italiana di Treviso ed il Centro piemontese di Storia della Cultura e dell’Industria sono pronti ad accogliere i tesori tipografici della famiglia Falcone.

27 Giugno 2012
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