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Prende il via ‘Transit 1‘, la prima tranche dell‘omonimo progetto che si disloca in due spazi e due tempi diversi: la prima tappa si svolge al Museo Madre di Napoli fino al 4 magio, la seconda si terrà al Cairo dal 24 maggio al 28 giugno con la riapertura della stessa mostra, negli spazi della Townhouse Gallery.
GEMELLAGGIO TRA 2 CULTURE - Domenico Antonio Mancini, giovane artista napoletano, e i due artisti egiziani Sherif El-Azma e Nermine El Ansari, danno vita ad un gemellaggio tra le due città-soglia, riportando Napoli al suo ruolo di porto, inteso come scambio culturale e limite tra nord e sud Europa, e facendo riflettere sulla sua posizione geopolitica e sul sostrato antropologico, sul ruolo centrale che occupa in quello che una volta era definito il Mare Internum.
TRANSIT 1 - E‘ il primo dei quattro appuntamenti che toccheranno poi Il Cairo, Istanbul, Atene e Tel Aviv. L‘obiettivo è di riattivare le rotte marittime ricreando quella rete che storicamente ha portato all‘influenza reciproca delle culture, attraverso progetti bilaterali, prima come site-specific, dopo spostando la mostra nell‘istituzione della città di provenienza dell‘artista straniero invitato.
Le opere realizzate, tutte rigorosamente site-specific, traggono spunto da considerazioni su realtà socio-culturali geograficamente circoscritte, che si universalizzano attivando una serie di cortocircuiti sulla storia, sul presente e il passato con la sua pesante eredità.
I LAVORI - Unificati concettualmente dall‘utilizzo meta-temporale del simbolo, inteso come segno analogico e intersoggettivo, atto a superare i confini culturali, storici, sociali e linguistici che comunica per via emozionale un messaggio comprensibile alla collettività, i lavori indagano sul potere della rappresentazione attraverso i media e sulla sottile linea tra reale e virtuale, soggettivo e oggettivo, presente e passato. Un esempio è la giustapposizione allo stadio San Paolo di Napoli del suo antecedente ideale: l‘anfiteatro romano di Pompei. Due strutture emblematiche ridotte a simulacro in un lavoro che riflette sul senso degli eventi e sulla loro mitizzazione, sulla dislocazione temporale e la proiezione universale di un desiderio di appartenenza ad una collettività, ieri come oggi.
EMPATHY - E‘ un intervento urbano, ad opera di Mariangela Levita e nasce con lo scopo di accompagnare e visualizzare il frame concettuale della programmazione della Project Room, basato quest‘anno sulla de-territorializzazione, il dislocamento, il Transito. ‘Empathy‘ è un‘opera modulare, composta da 6 pezzi in forma di manifesto che, disseminati per Napoli, forniranno un‘introduzione all‘attività della Project Room. Attraverso le tecniche prese in prestito dalle teorie della brand/vision, ‘Empathy‘ cerca di coinvolgere e sollecitare il pubblico; simboli relativi alla quotidianità, come segnali stradali di transito o divieto, sono spogliati del contesto e rielaborati in forma astratta, bicroma, regolare. Penetrando nella realtà urbana e creando un motivo astratto ma riconoscibile, ‘Empathy‘ vuole portare il fruitore a riflettere sul contesto e sulla sua ricezione.
SPOT E TANGENZE - Sono invece i prossimi appuntamenti, i primi sono dedicati ai giovani artisti napoletani non ancora entrati nel circuito delle gallerie; ‘Tangente‘ sottolinea l‘importanza della connessione fra le arti attraverso un programma interamente dedicato alla performance in collaborazione col Napoli Teatro Festival Italia che prevede sia proiezioni di materiali d‘archivio che momenti in tempo reale.
DOVE: Museo Madre, via Settembrini 79, Napoli
QUANDO: 27 marzo ‘ 6 maggio ; lunedì-venerdì ore 10.00-21.00, sabato e domenica ore 10.00-24.00, chiuso martedì
QUANTO: intero: 7€, ridotto: 3,50€, gratuito il lunedì
INFO: 081.19313016
