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- 23/10/2009 -
Na panza `e risate

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Aspettando gli sciacalli, all’Alqali si è respirato surrealismo

 

 

 

 

 

Ieri sera nel bel locale vomerese altri quattro corti in visione, tutti vocati al surreale; stasera la rassegna si conclude con la retrospettiva dedicata alle produzioni firmate The Jackal
Aspettando gli sciacalli, all’Alqali si è respirato surrealismo

 

 

Si è svolta ieri la seconda serata della rassegna di cinema indipendente “Corti…si nasce”, in corso all’Alqali fino a stasera; in visione quattro opere orientate verso il surreale, con caratteristiche diverse ma tutte contenenti elementi e spunti di riflessione connessi all’attualità della condizione e dei rapporti umani (i primi due) o al presente stato di degrado in cui è stata gettata la realtà in cui viviamo.
 
L’EPICA DELL’ORDINARIO – Ne “La nonna”, di Massimo Ali Mohamed, un’anziana donna compie trascorre le sue giornate tranquille ed in solitudine, fra gesti semplici e spesso commoventi e massima attenzione ad ogni dettaglio, almeno fino al mattino in cui cambierà tutto. Personaggio silenzioso, pieno di manie, capace di piccole ripicche, la nonna vaga in una sorta di limbo solitario in cui i contatti col mondo esterno si limitano a fastidiose interferenze. Nel descrivere questa condizione il regista utilizza stilemi propri di horror, noir e fantascienza, che emergono spontaneamente da un tessuto realistico, prima con tono discreto e poi in un’esplosione improvvisa che descrive l’apertura di questa sfera estraniante all’eternità di ricordi ed amore. Tutta l’azione si svolge nel quasi assoluto silenzio recitativo, ritmato dal metronomo dell’ordinarietà, ben accompagnato da una colonna sonora citazionista fino alle estreme conseguenze, che asseconda perfettamente l’atmosfera quasi alienante che l’autore ha voluto rendere in quest’opera intensa ed appassionante dove la normale vita di una nonna viene trasformata nell’epica vicenda di un personaggio che avanza verso l’infinito.
 
UNA RIFLESSIONE SUL GIOCO E SU CERTI RAPPORTI UMANI – La catena di un pesante lampadario sta per spezzarsi e Francesco, intento nelle pulizie settimanali, lo scopre: chi dei suoi coinquilini sarà schiacciato per primo? Questa, in sintesi, l’idea su cui è costruito “Cavallo vincente”, che Francesco Velonà ha presentato in anteprima assoluta al pubblico dell’Alqali. Quest’opera è una specie di carosello settecentesco, che ci rivela l’assurdità di certe forme di scommessa, nelle quali ci si accanisce anche in mancanza di tornaconto; la vicenda, poi, descrive assai bene le dinamiche di certi rapporti di convivenza forzata, che, a causa del deterioramento delle relazioni, assumono l’aspetto di un meccanismo in cui le persone diventano inconsapevoli pedine di un gioco. “Cavallo vincente” è anche un acre divertissement cinematografico, dove, a parte l’idea di base, tutto si fonda su una serie di situazioni surreali, molto pungenti e spesso anche divertenti, e su alcune trovate registiche geniali.
 
POVERA PARTENOPEMegàris di Guglielmo D’Aniello affronta il tema dell’emergenza rifiuti: ad una prima parte, più documentaristica, ne succede una più allegorica, trait d’union fra di esse è il personaggio della sirena, simbolo di Napoli ma anche di un’umanità che dovrebbe saper convivere con la natura e proprio non ci riesce; un truce banchetto finale di notabili e di popolo, in un teatro buio davanti a spettatori passivi e addolorati (citazione Buñueliana?), conclude un corto che è una constatazione amara di come vanno le cose, non solo a Napoli … ma forse ancora peggio fuori la città a causa della disinformazione purtroppo imperante in TV in merito ad un problema assolutamente non ancora risolto.
 
“CARO SIGNOR PRESIDENTE…” – Anche “Neapolis V.01”, di Paolo Landolfi, tratta di degrado e corruzione: all’apparenza pulito e ben vestito, ma con tanti scheletri nell’armadio, il deputato Scelba - collaboratore di un non meglio identificato presidente di regione - si sente costretto a lasciare il palcoscenico della vita per non pagare misfatti che sono di altri intoccabili politici, persuaso dalla dignità delle proprie azioni. Forse un po’ troppo pretenzioso, il corto di Landolfi soffre la presenza della voce fuori campo che legge la lettera (il cui incipit è “Caro signor presidente…”) … e la visione finale del protagonista, dall’aspetto assolutamente intatto dopo un colpo di pistola, è francamente davvero poco verosimile.
 
L’interessante cine-rassegna dell’Alqali si finisce stasera con una retrospettiva interamente dedicata alla casa di produzione The Jackal, di cui si vedranno alcuni dei più interessanti lavori, compreso l’ultimo cliccatissimo “Lasciarsi su Facebook”. L’appuntamento è sempre alle 21.30 al circolo di via Giacinto Gigante n.45.

 

09/05/2009
Domenico Spena


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