Il NapoliFilmFestival festeggia l’undicesimo compleanno facendo ritorno nella suggestiva location di Castel Sant’Elmo, dal 10 al 15 giugno. La formula è sempre quella consolidata negli anni: incontri ravvicinati con ospiti illustri a cui si associano le retrospettive, i concorsi per cortometraggi e documentari e le proiezioni dedicate al cinema italiano indipendente. Quest’anno ospiti della rassegna saranno Francesco Rosi, Laura Morante, Isabella Rossellini e Matt Dillon, l’attore e regista statunitense che pare essere ormai un habituè dei festival campani, dopo la partecipazione all’Ischia Global festival dell’anno scorso.
CONCORSI E RETROSPETTIVE – “Abbiamo mantenuto inalterata la formula degli anni passati – dice Mario Violini davanti al pubblico, in verità abbastanza esiguo, del forum Fnac – I due concorsi SchermoNapoli, documentari e corti, a cui si aggiunge una novità: SchermoNapoli Quick, dove gli autori hanno realizzato corti di 5 minuti nell’arco di 50 ore, dedicati alle opere d’arte contenute nei musei napoletani. Vi assicuro che sono usciti fuori risultati molto interessanti”. Si passa poi ad elencare i film che saranno proiettati durante la manifestazione: “Narciso” con Roberto Herlitzka, “Le dolci colline” di Fabio Palmieri, “Non lo so”, di Adriano e Cristiano de Felice, insieme a molte altre pellicole figlie della produzione indipendente italiana. “Altra iniziativa degna di nota – continua Violini – è il Movie Crossing. Il pubblico presente avrà la possibilità di lasciare ad un apposito stand dei DVD così da averne altri in cambio. È un modo come un altro per far circolare quanto più possibile la cultura del cinema”.
LA SOTTRAZIONE NEL CINEMA DI ROBERT BRESSON – La parola passa poi ad Alberto Castellano, che illustra le retrospettive che il NapoliFilmFestival dedica quest’anno a Robert Bresson, Francesco Rosi e Roberto Andò. “Per quanto riguarda Bresson – dice Castellano – mi colpisce la dissonanza fra il poster che presenta la manifestazione disegnato quest’anno da Dave McKean, dalle suggestioni fanta-horror, quasi tolkeniane, e lo stile asciutto e austero del regista. In 40 anni Bresson ha realizzato capolavori lavorando più sulla sottrazione, lontano da ogni tipo di visionarietà. Il suo cinema – continua il giornalista – è pregno di suggestioni spirituali, una ricerca interiore che non concede nulla allo spettatore, nemmeno la minima spettacolarizzazione. Uno stile lontanissimo dal cinema di oggi, che invece tende sempre più a debordare. Quindi ben venga questa retrospettiva, per far scoprire Bresson anche a coloro che ancora non erano nati quando girava i suoi film”.
FRANCESCO ROSI E LA NAPOLI CHE DIMENTICA – Altro protagonista delle retrospettive sarà il regista napoletano Francesco Rosi, che sarà presente anche fisicamente. Un’occasione per riscoprire uno dei più valenti registi che Napoli e l’Italia abbiano mai avuto. “Questa è un’esigenza forte – afferma Castellano – Rosi è stato sempre apprezzato per il suo impegno civile, eppure pare che soprattutto Napoli lo abbia dimenticato per quanto riguarda la concretezza dei propositi. Tanto è vero che ha ceduto tutto il suo patrimonio cinematografico al Museo del Cinema di Torino per il semplice fatto che a Napoli non vi sono strutture adatte”. L’autore de “Le mani sulla città” viene appunto ricordato come uno dei più valorosi esponenti del cinema d’impegno italiano degli anni ‘70 e ‘80, insieme a registi del calibro di Petri e Damiani. “Eppure Rosi non era solo questo – conclude Castellano – era un innovatore anche nello stile. Lavorava molto sulla drammatizzazione. Un post neorealista con un occhio al cinema americano”.
04/06/2009
Enrico Nocera