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- 23/10/2009 -
Na panza `e risate

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Un museo del ‘700 nell’era digitale

 

 

 

 

 

Il Museo Ercolanese presso la Reggia di Portici sarà aperto al pubblico i prossimi giovedì per un viaggio tecnologico nel passato
Un museo del ‘700 nell’era digitale

 

 

Apertura straordinaria l’11 e 18 giugno dalle ore 10.00 alle 16.00 dell’Hercolanense Museum di Portici ove, nell’ambito dell’iniziativa “I giovedì alla Reggia di Portici”, promossa dal CRA (centro di ricerca audio visuale per le culture popolari) con la collaborazione dalla cooperativa sociale ARTETICA, la “lanterna del Re Carlo e altre meraviglie” trasporteranno i visitatori indietro nel tempo per rivivere il museo ercolanese, con i linguaggi e le tecnologie proprie dell’era digitale.
 
CINQUE SGUARDI PRESENTI SUL PASSATO – Ciò che più affascina di quest’originale iniziativa è il voler raccontare il passato attraverso lo sguardo attuale e coinvolgente della tecnologia moderna, con l’ausilio di cinque percorsi multimediali. In una sala sono presentati i siti reali per come furono immaginati, vissuti e riprodotti nei dipinti dell’epoca attraverso il mezzo, evocativo e spettacolare, di una multivision proiettata su tre schermi scenografici. Un altro percorso riporta, invece, alla luce il sepolto teatro di Ercolano in una sua ricostruzione virtuale che ne restituisce anche gli apparati e le macchine di scena. Suggestive emozioni attendono i visitatori anche nelle sale dove sono stati riprodotti, con tecnica digitale, i tanti bei quadri approntati per la Galleria del Re e dove è proposta una puntuale ricostruzione filmata del procedimento adottato dai romani per la preparazione e l’esecuzione degli affreschi.
 
UN LABORATORIO DI MULTIMEDIALITA’ – E così, chi ha sempre pensato al museo come a qualcosa di noioso, dovrà ricredersi con questa bella iniziativa che, non solo ridà vita a un museo diventato ormai solo “un luogo della memoria”, privo com’è attualmente delle opere che un tempo custodiva, e che ora sono collocate nel museo archeologico nazionale di Napoli, ma che sa riproporre in chiave moderna, attraverso un vero e proprio laboratorio di multimedialità, interessanti opere del passato restituendone tutto il loro fascino e sacralità non dimenticando, come asserito dal professore Raffaello Mazzacane, che per fortuna “la cultura ha il vantaggio di farci vedere anche le cose che non si toccano, immaginandole a partire da quei dati immateriali che sono le parole e gli scritti delle persone che furono”.

 

08/06/2009
Roberta De Martino


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