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PRIMA DELLA PROSA UN INCANTEVOLE CONCERTO – A riscaldare i cuori e le menti degli spettatori, prima dell’ingresso in scena di Salemme, uno straordinario concerto dell’orchestra San Carlo, diretta da Giampaolo Bisanti, che regala agli astanti melodie di Luigi Boccherini, di Franz Joseph Haydin e di Wolfang Amadeus Mozart. A testimoniare la fervente passione, con la quale i musicisti eseguono ogni singola nota, i tanti rivoli di sudore che, cadendo dal loro capo sugli strumenti, li vivificano, animandoli di umana e viva commozione.
UN INSOLITO FINALE – Lo scultore Pigmalione (Vincenzo Salemme) al lavoro nel suo studio, scontento della propria ispirazione, decide di occuparsi del suo capolavoro: la statua di Galatea. Quando l’artista fa per colpirla, con i suoi strumenti, la pietra si trasforma in carne viva, lasciando commosso e senza fiato lo scultore che, infatuato, le giura amore eterno. Peccato, però, che la bella Galatea al suo creatore preferisca un servo storpio e stupido con il quale decide di fuggire via, sotto lo sguardo disperato del povero Pigmalione. Finale dunque insolito per questa rivisitazione di Santanelli che, come da egli stesso spiegato, “accende una luce di speranza nei brutti… i quali d’ora in poi non si dovrebbero sentire discriminati soltanto perché non posseggono i tratti ideali per un calendario”.
IL PIGMALIONE SALEMME – Un plauso speciale va a Vincenzo Salemme che, accompagnato da brevi esecuzioni musicali dell’Orchestra del San Carlo, riesce a catturare fin dai primi istanti l’attenzione dello spettatore, senza mai cadere nel facile pericolo di mostrare, nella sua interpretazione, aspetti e sfumature di quei noti e amati personaggi, da lui interpretati nelle commedie e nei film, che tanto l’hanno reso celebre al grande pubblico. Salemme dimostra, infatti, anche in questa circostanza, di essere un attore vero che, fedele a se stesso e all’arte che tanto ama, è disposto, generoso, a percorrere nuove e rischiose strade per mostrare, senza fallire, altre sue interessanti sfaccettature artistiche. E questo, si sa, lo può fare solo chi è arrivato al grande successo popolare, dopo una lunga e importante gavetta, che l’ha visto recitare al fianco di grandi artisti come Eduardo De Filippo e che gli ha permesso, ieri sera, di riempire da solo la gigantesca scena del meraviglioso San Carlo, tra gli applausi scroscianti di un pubblico entusiasta.
