Forum | Redazione

 

Gene Gnocchi e I Ditelo Voi per la comicità Made in Naples - Capri ricorda Bruno Lauzi - “Quagliarella mai escluso: contano i fatti“ - Pomigliano: Battiato racconta Gesualdo Bufalino - Venezia, Capuano contro Muller: “Non capisce nu ca..“ - Napoli, De Martino nuovo prefetto - Bigon, il punto sul mercato: “Crediamo nei giovani“ - Provincia di Salerno protagonista alle Giornate del Patrimonio - Napoli: Piedigrotta al via ma “in tono minore“ - Giugliano, veleni annunciati: due mesi fa la denuncia al sindaco
Benevento
Caserta
Salerno
_______________

<< Settembre 2010 >>
L M M G V S D
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930

- 23/10/2009 -
Na panza `e risate

______
______
______
______
______

 

 

VIDEO PLAYER

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto del giorno

 

 

Visti da Avolio

 

 

P.I. 08965551008 – © Campania su Web – Tutti i diritti riservati - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n.5287 del 18/03/2002

Vincenzo Salemme, un vero “Pigmalione”

 

 

 

 

 

Il celebre artista partenopeo porta in scena, al Teatro San Carlo di Napoli, per il Teatro Festival Italia, la celebre opera di Rousseau, in un’originale riscrittura di Santanelli
Vincenzo Salemme, un vero “Pigmalione”

 

 

Il Teatro San Carlo, l’istituzione più antica della città, e il Napoli Teatro Festival, quella più giovane, dopo il favoloso debutto dell’“Européenne” di David Lescot, sanciscono il loro sodalizio con “Pigmalione”, testo di Jean-JacquesRousseau, nato nel 1762 dal dibattito illuminista intorno alla natura della musica e al rapporto tra musica e parola. A portare in scena la nota opera, nel libero adattamento del drammaturgo napoletano Manlio Santanelli, Vincenzo Salemme, che riesce a stupire il pubblico anche nelle insolite vesti del poliedrico scultore.


PRIMA DELLA PROSA UN INCANTEVOLE CONCERTO – A riscaldare i cuori e le menti degli spettatori, prima dell’ingresso in scena di Salemme, uno straordinario concerto dell’orchestra San Carlo, diretta da Giampaolo Bisanti, che regala agli astanti melodie di Luigi Boccherini, di Franz Joseph Haydin e di Wolfang Amadeus Mozart. A testimoniare la fervente passione, con la quale i musicisti eseguono ogni singola nota, i tanti rivoli di sudore che, cadendo dal loro capo sugli strumenti, li vivificano, animandoli di umana e viva commozione.


UN INSOLITO FINALE – Lo scultore Pigmalione (Vincenzo Salemme) al lavoro nel suo studio, scontento della propria ispirazione, decide di occuparsi del suo capolavoro: la statua di Galatea. Quando l’artista fa per colpirla, con i suoi strumenti, la pietra si trasforma in carne viva, lasciando commosso e senza fiato lo scultore che, infatuato, le giura amore eterno. Peccato, però, che la bella Galatea al suo creatore preferisca un servo storpio e stupido con il quale decide di fuggire via, sotto lo sguardo disperato del povero Pigmalione. Finale dunque insolito per questa rivisitazione di Santanelli che, come da egli stesso spiegato, “accende una luce di speranza nei brutti… i quali d’ora in poi non si dovrebbero sentire discriminati soltanto perché non posseggono i tratti ideali per un calendario”.


IL PIGMALIONE SALEMME – Un plauso speciale va a Vincenzo Salemme che, accompagnato da brevi esecuzioni musicali dell’Orchestra del San Carlo, riesce a catturare fin dai primi istanti l’attenzione dello spettatore, senza mai cadere nel facile pericolo di mostrare, nella sua interpretazione, aspetti e sfumature di quei noti e amati personaggi, da lui interpretati nelle commedie e nei film, che tanto l’hanno reso celebre al grande pubblico. Salemme dimostra, infatti, anche in questa circostanza, di essere un attore vero che, fedele a se stesso e all’arte che tanto ama, è disposto, generoso, a percorrere nuove e rischiose strade per mostrare, senza fallire, altre sue interessanti sfaccettature artistiche. E questo, si sa, lo può fare solo chi è arrivato al grande successo popolare, dopo una lunga e importante gavetta, che l’ha visto recitare al fianco di grandi artisti come Eduardo De Filippo e che gli ha permesso, ieri sera, di riempire da solo la gigantesca scena del meraviglioso San Carlo, tra gli applausi scroscianti di un pubblico entusiasta.

 

08/06/2009
Roberta De Martino


L’incontro tra due mondi ne “Le città visibili”

Al Teatro Festival fra immaginazione e ossessione

Alla scoperta del teatro sommerso

“L’Européenne”, ovvero l’elogio del melting pot

E venne il giorno del Teatro Festival

“Homen Refluxo”, un rifiuto ai rifiuti

Napoli lancia il suo Fringe

Il Teatro Festival Italia trova al Pan la sua agor...

Presentato il Napoli Teatro Festival Italia 2009