Dalle crisi dei rifiuti alla vita delle prostitute sulla Domitiana, fino ai progetti, sempre naufragati, per la riqualificazione di Bagnoli. Al NapoliFilmFestival sono tanti e diversi i temi toccati quest’anno dagli autori in concorso nella sezione documentari di “Schermo Napoli”, partita ieri con le prime proiezioni a Castel Sant’Elmo. Ventidue le opere selezionate che anche quest’anno gareggiano per il Vesuvio Award, molte delle quali incentrate su Napoli.
LA PRIMA SEZIONE – Ieri per i documentari di Schermo Napoli è stata la giornata dell’esordio, con
“Tre interviste possibili su Leo de Berardinis”, in cui
Fulvio Arrichiello ha tentato di dipingere un ritratto del grande regista, autore e attore, nume tutelare dell’avanguardia teatrale italiana, ammiratore della comicità di Totò (cui ha dedicato il suo celebre “Totò principe di Danimarca”), spesso omaggiato con sguardi, movenze e toni in gran parte della ricerca scenica De Berardinis. È solo con
“Napoli: la Storia”, di
Luciano De Fraia, che la sezione è entrata nel vivo, presentando al pubblico una vera e propria opera d’arte, che forse non vincerà ma dimostra inequivocabilmente che a Napoli esiste una vera e propria scuole del documentario e autori ormai maturi che la fanno grande. La storia della città e della sua forma urbis è ripercorsa lungo un periodo che va dalla fondazione al ‘600, grazie all’ausilio delle consulenze di importanti studiosi e della computer grafica, il cui uso non è mai eccessivo e sempre attinente. De Fraia investiga sui problemi di Napoli e sulla profonda connessione fra il tessuto sociale ed il tessuto urbano, che è ancora greco; in questa indagine, condotta con estremo rigore etico ed estetico, ci da informazioni spesso taciute e non ha paura di schierarsi, cosa quest’ultima che accade sempre più raramente e dev’essere salutata con soddisfazione.
LE PROSSIME VISIONI – Della città, della sua storia e della sua gente si occupa anche “Napoli: Piazza Municipio” (dom 14, ore 19.00), di Bruno Oliviero, lungo progetto in poche centinaia di metri quadri che ci accompagna in diverse epoche storiche, diversi paesi e attraverso le diverse lingue che si parlano nella piazza. Temi forti sono quelli affrontati venerdì alle 17:00 con la proiezione di “La Viviani – Una scuola a Parco Verde”, di Giuseppe Cembalo, che racconta la realtà della scuola in un quartiere difficile, e “La Domitiana”, in cui Romano Montesarchio racconta la lunga striscia d’asfalto, la sua storia millenaria e il suo quotidiano convivere con la criminalità organizzata che gestisce il business della prostituzione; ne “La bambina deve prendere aria” (sab 13, ore 19.40) Barbara Rossi Prudente filma invece la passeggiata cittadina di una madre con la figlia neonata in una città straziata dall’immondizia. C’è però spazio anche per le storie curiose, come quelle che sono al centro di “Vado bene o no?” (ven 12, ore 19.45), di Gianluca Greco, che “ruba” volti e parole degli attori ai provini di due film di Sergio Rubini e Paolo Virzì, o di “Hair India” (dom 14, ore 19.00), di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi, che “documentano” il viaggio dei capelli di una giovane donna indiana.
IL RITORNO DI MARRA – Tra i lavori in concorso spicca “Il grande progetto” (dom 14, ore 17.00), di Vincenzo Marra, che torna al documentario dopo “L’udienza è aperta” del 2006, con cui raccontava la realtà spaventosa e angosciante della giustizia in Italia. Stavolta Marra compie un viaggio alla scoperta dell’area dell’ex Italsider a Napoli: dall’approvazione del progetto comunale, che portò alla costituzione della “Bagnoli S.p.A.”, fino ad oggi e alle controverse vicende legate alla nuova società Bagnoli Futura.
LA STORIA SIAMO NOI – L’attenzione del NFF verso i documentari è sottolineata quest’anno anche dalla sezione speciale
“La storia siamo noi e Napoli” (tutti i giorni alle 21.00), che presenta cinque opere realizzate nel contesto del progetto televisivo Rai Educational, diretto da Giovanni Minoli: “Napoli e il colera”; “La trattativa – Il caso Cirillo”; “l cuore e l’acciaio – Bagnoli”; “Il Comandante – storia di Achille Lauro”; “Storia del Teatro San Carlo”. Nell’ambito di questa collaborazione l’ex conduttore di Mixer è anche protagonista della serata di oggi all’auditorium del castello vomerese, durante la quale incontrerà il pubblico e racconterà la sua
“storia di un televisionista”.
11/06/2009
Domenico Spena