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- 23/10/2009 -
Na panza `e risate

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NFF: il saggio Narciso di Herlitzka

 

 

 

 

 

Bella interpretazione di Roberto Herlitzka nel film dei Baldi, in concorso con una delicata storia d’amore familiare sul cui sfondo stanno gli incontaminati paesaggi alpini
NFF: il saggio Narciso di Herlitzka

 

 

Il concorso “Nuovo Cinema Italia”, rassegna principale del NapoliFilmFestival, continua a rivelare lavori di ottimo livello, com’è “Narciso, dietro ai cannoni davanti ai muli”, di Paolo e Marcello Baldi, che si avvale dell’ottima interpretazione di Roberto Herlitzka.
 
UN INCONTRO DI CULTURE – Il vecchio Ciso Dal Cason è un anziano alpino ed ex-partigiano, che conduce da sempre una vita armoniosa fra il suo paesello e la malga in montagna. All’improvviso la sua esistenza è scossa dal ritorno dell’amato figlio Tommaso, partito vent’anni prima per l’India alla ricerca della sua anima, così com’era in uso fra i giovani di una volta. La notizia sconvolge e commuove il vecchio padre, che si ritrova in casa pure la fidanzata indiana di Tommaso e il loro bimbo Samir, di sei anni. Nel paese c’è chi rumoreggia (i due non sono sposati e lei è musulmana), e neanche per Ciso è facile adeguarsi alla nuova realtà, però, pian piano, fra nonno e nipotino si instaura un solido legame d’affetto che supera ogni pregiudizio. Purtroppo dietro l’angolo si approssimano i problemi, ma, come dice il parroco del paese, “le vie del signore sono infinite”.
 
UN FILM IMPEGNATO – Il film basa la sua forza sull’autorevole presenza ed interpretazione di Roberto Herlitzka, che rende alla perfezione la personalità del saggio alpino Ciso, personaggio che gli autori ci fanno apprezzare pur non nascondendone difetti e contraddizioni. La sua storia e quella della sua famiglia – una delle tante “famiglie di fatto” che popolano il nostro paese (e lo hanno sempre popolato, si rovisti nelle vicende della famiglia dei De Filippo) – suggerisce possibili soluzioni ad alcuni fra i più spinosi problemi sociali con cui si confronta un numero sempre crescente di cittadini e sui quali si scontrano quotidianamente opinionisti e politici. Il tono è sempre delicato, anche nei momenti di maggior tensione, i paesaggi sono fotografati con bravura e passione, il finale è forse un po’ telefonato ma dopotutto ci sta. Davvero lodevole la volontà di mettere al centro della pellicola i valori degli alpini e temi quali il rispetto per l’ambiente, il sacrificio, il silenzio e la semplicità della vita in montagna.

 

15/06/2009
Domenico Spena


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