Si è conclusa la II edizione di “Nuovo Cinema Italia”, contest principale di questo XI NapoliFilmFestival, di cui quest’oggi verranno proclamati i vincitori. Le ultime opere in visione dimostrano la forte vitalità produttiva del cinema piemontese, in particolare “Tutti intorno a Linda”, che ritrae una Torino inconsueta e molto solare che nel film sembra quasi una città mediterranea.
TUTTI INTORNO A LINDA – Linda Febi è una giovane donna italo-argentina di quasi trent’anni, che vive con gli amici Sara ed Edoardo ed aspira a diventare attrice. Ansiosa ed ipocondriaca, ha alle spalle un’infanzia fatta di giochi ma anche di paure, specialmente quella per gli interventi; ad un certo punto scopre di avere l’endometriosi, malattia femminile che si cura con una gravidanza o con un intervento chirurgico… ma la prospettiva di tornare in sala operatoria la spaventa! Linda, allora, si mette alla ricerca di un compagno dal quale riuscire ad avere un bambino entro un anno e l’unica possibile soluzione è scegliere, al più presto, chi tra gli uomini che frequenta può andare bene: nove mesi dopo è in sala parto, avrà trovato il padre giusto? Il lavoro che hanno fatto le sorelle Barbara e Monica Sgambelloni è davvero lodevole, perché con pochi soldi sono riuscite a regalare al cinema italiano un gioiellino, che, per quanto non sia perfetto, sembra girato con tante risorse in più, gode di un ottimo equilibrio narrativo e mette in mostra anche una certa abilità tecnica che rivela vocazione per la regia. L’intenzione di animare la scena tramite il personaggio di Linda ed il suo punto di vista soggettivo (su cui è costruito il montaggio) è riuscita e vincente, anche grazie all’ottima performance della protagonista Maria Victoria di Pace. L’unica nota negativa è quella legata alla presenza della voce narrante, che appesantisce un po’ l’azione.
BROKERS PER GIOCO – “Brokers – Eroi per gioco”, di Emiliano Cribari, comincia a Torino, ma poco dopo si trasferisce a Zuccarello, nell’entroterra ligure. Il film è una commedia agrodolce, storia di redenzione, individuale e collettiva, in cui, coi toni della favola, si cerca di raccontare la storia di un uomo, che è costretto a cambiare vita dopo alcune scelte sbagliate ed entra in contatto con una nuova realtà, popolata da soggetti bizzarri, ai quali riuscirà a regalare un sogno grazie alla matematica “creativa” applicata al gioco in Borsa, con esiti imprevedibili. Bella l’idea di girare nel borgo medioevale di Zuccarello, che grazie alla sua atmosfera sospesa nel tempo, è la sede perfetta di una storia singolare, che parte bene e potrebbe persino finire meglio, sennonché ad un certo punto si perde la fluidità narrativa e la storia diventa troppo fitta di trame e accadimenti; si mette così tanta carne al fuoco con l’effetto di mandare in confusione il pubblico, anche a causa di qualche taglio di montaggio un po’ discutibile.
15/06/2009
Domenico Spena