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Presentato il cartellone 2009/10 del Teatro Troisi di Napoli. Il rinato palcoscenico, dopo un ottimo esordio, approda alla seconda stagione con la consapevolezza di una gestione matura e mirata a rispondere alle esigenze di un pubblico che ha dimostrato di apprezzare le scelte di una programmazione incentrata sulla musica e lo svago.
GLI SPETTACOLI IN ABBONAMENTO – Pezzo forte fra gli spettacoli in abbonamento è il pluri-premiato musical “Rimini anni ‘60”, che torna dopo lo sfolgorante successo di un anno fa: dal 29 ottobre il pubblico potrà vedere di nuovo i protagonisti del “Grease” italiano esibirsi in successi memorabili come “Cuore”, “Scende la pioggia” ed “Io che non vivo”. Dal 5 novembre andrà invece in scena “Viva gli sposi”, con Maria Basile e Tommaso Bianco, con cui verrà ricordata la figura di Mario Scarpetta, commediografo prematuramente scomparso cinque anni fa. Dal 26 novembre “Le follie del cafè chantant”, con Patrizia Pellegrino e Maurizio Merolla, ripercorreranno il diario di una diva del ‘900, fra amori, intrighi e frenetici caroselli di canzoni e balletti ed esilaranti scketches. Dal 25 dicembre irromperanno al Troisi Ciro Ceruti e Ciro Villano in “Tre sette col morto”, horror-comedy coi celebri personaggi di Cosimo e Damiano direttamente da “Fuoricorso”, sit-com di successo della celebre coppia comica. Il 4 febbraio sarà invece “Fiesta”, commedia musicale sulle onde sonore di Raffaella Carrà e dalle atmosfere almodovariane, vero e proprio piccolo evento col famoso show-man Fabio Canino. “Scusate se insisto”, dal 25 febbraio, segnerà invece l’incursione di Lino Barbieri, in uno spettacolo a tutto tondo dove canterà, ballerà, reciterà e farà del cabaret-satira. Dal 18 marzo, poi, dopo il grande successo dello scorso anno, tornerà Gloriana, in una piéce musicale diretta da Giacomo Rizzo. Dall’8 aprile, infine, andrà in scena l’ultimo degli spettacoli compresi in abbonamento: “La mandragolacarpazica!” di Francesco Cossu e Rosario Giglio, liberamente tratta da “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli, riproposta in napoletano e in una versione leggermente attualizzata.
I FUORI ABBONAMENTO – La programmazione del Teatro Troisi non si ferma però agli spettacoli in abbonamento ed offre ben altri quattro titoli. Innanzitutto sono previsti due tributi agli Squallor: in “Ardone-Peluso-Massa leggono gli Squallor”, tramite il linguaggio del cabaret il trio promette di rivalutare i testi della celebre trash-band napoletana, grazie anche al supporto dal vivo del Collettivo Tribe; gli ormai noti “Squallidor”, poi, recupereranno i brani più gettonati, quelli ai quali tanti fans si sono ispirati durante la loro adolescenza. Con “Dodici” invece Massimo Masiello rispolvererà canzoni napoletane molto belle ma non sempre facili da ascoltare, come “Viene viene ammore”. Un altro impegno della prossima stagione sarà poi quello de “I Guarracini”, formazione composta da musicisti e ballerini che opera nell’ambito della musica tradizionale campana e propone una selezione di brani a cavallo fra repertorio classico e popolare.
LA SEZIONE TEATRO SCUOLA – Anche quest’anno verrà proposta una serie di rappresentazioni mattutine, nell’ambito dell’iniziativa “Teatro scuola” curata da Elena De Pasquale della compagnia “Artisti all’asta”. In successione si potranno vedere “La morsa” e “L’orso” di Anton Cechov, “Viva gli sposi” di Mario Scarpetta dal programma maggiore, “Sik-Sik l’artefice magico” di Eduardo e “Bellavita” di Pirandello, “La radura verde smeraldo” di Pasquale Ferro, “Casina”, libera rielaborazione in napoletano da un testo di Plauto, “La giara” di Pirandello e “La Mandragolacarpazica”, sempre dal cartellone principale. Previsto, a parte, anche un programma per le scuole dell’infanzia e primarie.
SULLA POLEMICA DI DE SIMONE – La presentazione è stata anche l’occasione per commentare la recente polemica su Napoli, avviata da Roberto De Simone, che qualche giorno fa ha dichiarato “odio questa città, mi farò seppellire altrove”. Secondo Ciro Ceruti “Napoli è piena di creatività, ma è l’imprenditorialità che manca… e comunque le istituzioni sono da sempre assenti”, mentre per Ciro Villano “andarsene è troppo facile e le altre città non sono il paradiso e il pubblico fuori si accontenta di poco, invece quello napoletano è eccezionale ed esigente e costringe gli artisti a fare sempre di più”. Per Maria Basile, invece, De Simone, “si è espresso così perché non ha avuto dalle istituzioni tutto quello che si sarebbe meritato”, anche se il produttore Gianni Pinto non la pensa allo stesso modo e denuncia: “Quest’affermazione del maestro mi ha colpito in negativo, proprio perché non si può proprio dire che abbia avuto poco, anzi… è stato uno degli artefici della politica culturale della città e con questa uscita non ha dato un bell’esempio ai giovani”.
