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È stata approvata ieri in consiglio comunale l’istituzione della fondazione che organizzerà il Forum delle Culture del 2013, che, nell’opinione di alcuni rappresentanti e responsabili di associazioni, movimenti e comitati civici, si profila come un vero e proprio governo-ombra, creato dall’attuale maggioranza di centro-sinistra per perpetuarsi e continuare ad orientare scelte culturali e urbanistiche ancora per qualche decina d’anni almeno.
IL QUADRO DELLA SITUAZIONE – La fondazione che governerà il Forum va ad aggiungersi alle 65 che sono spuntate in Campania negli ultimi due anni, probabilmente col solo scopo di blindare la gestione di ogni segmento della vita socio-politico-economica nell’ambito dell’odierno status quo, in modo da disinnescare gli effetti dello stravolgimento elettorale già in atto. Quest’intenzione, che in molti casi si sta avverando nel quadro di un sostanziale accordo fra le attuali maggioranze di centro sinistra e le opposizioni di centro-destra, pare essersi concretizzata di nuovo con l’approvazione della delibera che istituisce la Fondazione Forum Universale delle Culture 2013.
IL CONTENUTO DELLA DELIBERA – La delibera, preparata dall’assessore Nicola Oddati, affida alla Fondazione tutte le decisioni inerenti al Forum; quelle che dovranno essere prese prima, durante e dopo lo svolgimento dell’evento, anche per alcune decine di anni a venire. Gli scopi sono amplissimi e i modi di attuazione di essi comprendono un’enorme quantità di attività (compresa la trasformazione urbana di oltre 200 ettari di territorio comunale), che può essere realizzata con operazioni bancarie, mobiliari e immobiliari, attingendo ad un patrimonio in cui rientreranno tutti i fondi concessi da enti locali, Stato ed Unione Europea, e conferiti da sponsor che, al prezzo di almeno 50.000 euro, potranno diventare soci sostenitori accanto ai soci fondatori (Comune di Napoli e Regione Campania).
LA STRUTTURA INTERNA – A gestire ed orientare tutto ciò saranno 50 nominati che per almeno un quinquennio siederanno all’interno degli organi della Fondazione, a partire dai sette componenti il Consiglio di Amministrazione (il cui presidente percepirà più di 50.000 euro l’anno, mentre ogni altro componente riceverà 17.000 euro); fra i primi nomi dei consiglieri si fanno quelli dell’assessore Oddati (che dovrebbe diventare il presidente della Fondazione) e quello dell’ex noglobal Francesco Caruso. Vi sarà poi un Comitato Scientifico, in cui avranno un ruolo centrale i rappresentanti nominati dalle Università napoletane, e un Consiglio Tecnico-Operativo dove verranno prese le decisioni pratiche più importanti e di cui faranno parte, tra gli altri, i rappresentanti della Camera di Commercio, dell’Unione degli Industriali, dell’ACEN (costruttori edili), dell’ASCOM (commercianti), della Confesercenti.
I PUNTI PIU’ CONTROVERSI – Innanzitutto la natura di Fondazione dell’ente e la durata dello stesso, costituito virtualmente a tempo illimitato, che rischia di perpetuare per anni una intera classe politica prima del suo sfacelo, consegnando ad essa la definizione delle politiche culturali ed urbanistiche della città per ancora un bel pezzo… per di più in assenza di un convincente sistema di controlli e verifiche, che appare piuttosto fumoso anche nella versione emendata in consiglio. Lascia poi molto perplessi la soglia dei 50.000 euro, somma minima necessaria per accedere alla categoria dei soci sostenitori, a causa della quale rischia di rimanere fuori chi fa cultura con tanta passione, buona volontà e pochi mezzi ed è estraneo ad ogni circuito politico ed economico, favorendo invece l’accesso di quei soggetti che possono permetterselo… e che magari fanno parte dei circuiti suddetti.
