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Centrale si, centrale no. È questo il dilemma che ormai da quasi sette anni angoscia la comunità di Flumeri, uno dei 119 comuni della Provincia di Avellino. Tutto è iniziato nel 2003 quando venne istituito, tramite delibera della Giunta della Regione Campania, il Forum Regionale Energia e Ambiente. La finalità di questa assise è quella di valutare nel dettaglio il PEAR, il Piano Energetico Ambientale della Regione Campania. Tale documento, che in realtà è solo una proposta della Giunta regionale, è una vera e propria spada di Damocle che aleggia sulle teste dei flumeresi. Nel PEAR, infatti, è prevista la costruzione da parte dell’Edison di una centrale a ciclo combinato a gas naturale.
IN DIFESA DEL DIRITTO DI TUTELA DELLA SALUTE – Avere una centrale vicino casa non rende felici gli abitanti della zona, che già fanno i conti con il grande insediamento industriale dell’indotto FIAT. Le remore riguardano non solo l’impatto ambientale ma soprattutto quello della tutela della salute. I vari amministratori ed esponenti della società civile, in rappresentanza dell’Irpinia, che hanno partecipato lo scorso 25 gennaio all’ultima riunione del forum hanno comunque mostrato per l’ennesima volta piena unità d’intenti nel ribadire un secco no alla centrale dell’Edison. Non sembra dello stesso avviso l’attuale assessore alle attività produttive Roberto Marone, che ribatte invece sulla necessità di costruire questo tipo di centrali in giro per la Campania. Oltre Flumeri nel PEAR sono indicati altri siti: uno a Salerno, una a Orta di Atella (CE) e un altro a Nola.
CAMPANIA, SCARSA AUTONOMIA ENERGETICA – Perché nasce il PEAR? La necessità di questo documento è legata all’esigenza di attuare nuove politiche energetiche regionali che si basano sulla riduzione della domanda energetica, sulla diversificazione e sul decentramento della produzione energetica, ma soprattutto sulla riduzione della dipendenza energetica della Campania da apporti esterni. Per questo motivo nel progetto sono state inserite le centrali termoelettriche, il cui scopo è proprio quello di dare una maggiore autonomia energetica alla Campania. Questo tipo di analisi e la conseguente proposta della Regione non sono condivise, però, dagli amministratori locali che sottolineano come il fabbisogno energetico sia garantito, almeno nelle zone interne della Campania, dai numerosi parchi eolici, che hanno comunque determinato un aumento della produzione energetica. La decisione comunque non spetta in maniera esclusiva alla Regione Campania perché bisognerà aspettare la decisione della prossima conferenza Stato – Regioni, comunque necessaria al completamento dell’iter burocratico.
