Il Museo d`Arte Contemporanea Donna Regina esplora il mondo della celluloide scavando nelle pulsioni più oscure dell’uomo e del suo mondo
Barocco in sala
Il MADRE presenta, a partire dal 6 febbraio e fino al 24 aprile, la rassegna cinematografica “CinemaBAROCK”, che affianca la mostra “Barock, tra arte, scienza, fede e tecnologia nell’età Contemporanea” in corso al museo più innovativo di Napoli. Ogni sabato, alle 21.00, nella sala polivalente verrà proiettato un film, preceduto da un video d’artista, e nel biglietto di 7€ è compresa una consumazione al Madre&Vino e l’accesso alle sale del museo che resterà aperto nel week-end fino alle 24.00. Un invito, per Eduardo Cycelin direttore del MADRE, “a far tardi al museo” con un’offerta culturale valida mirata soprattutto ai giovani, che possono così scegliere di trascorrere un sabato sera che sia di divertimento, socializzazione e riflessione sul panorama sfaccettato dell’arte nelle sue diverse espressioni.
LA SFIDA DEL BAROCCO CONTEMPORANEO - Cycelin, alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, ha voluto sottolineare come alla base del circuito di eventi realizzati dal museo ci sia la volontà di utilizzare il concetto di barocco per descrivere l’epoca attuale. Barocco inteso certamente nel suo senso più profondo, non solo decorativo ma di scavo nelle pulsioni più oscure dell’uomo e del suo mondo. Sia la mostra che questa rassegna cinematografica ci conducono ad esplorare un modo di fare arte legittimamente barocco in quanto ricerca del coinvolgimento-turbamento dello spettatore. Così il teschio “dipinto”con ali di farfalle di Damien Hirst, mosaico in bilico tra natura e artificio, o la grottesca smania di riempire di cibo ed eros le misere esistenze borghesi de “la grande abbuffata”, rispondono a quell’esigenza tutta barocca di coinvolgere i sensi di chi guarda.
IL CINEMA COME “MACCHINA BAROCCA” - Fin dagli esordi di Melies, passando attraverso le sperimentazioni delle avanguardie storiche del '900, il cinema come “magia eversiva” ha rappresentato la possibilità di raccontare un’altra realtà, sensibile e trasgressiva, opposta a quella razionale e “classica”. Questa la chiave di lettura che Valerio Caprara, critico cinematografico ospite della presentazione alla stampa di “CinemaBarock”, suggerisce per i film in programma, “barocchi” per la loro capacità di esprimere i tumulti, i chiaroscuri, la sensualità e il dinamismo delle emozioni. Quale il film più barocco, dunque? “Hiroshima mon amour” con i suoi continui sottintesi, così ricchi di tensione, o “The Rocky horror picture show” geniale musical-rock irriverente e onirico? La scelta è ampia, nel sabato sera del MADRE.