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Dal cinema alla letteratura. Passo meno breve di quanto potrebbe sembrare. A raccogliere la sfida è oggi Paolo Sorrentino, acclamato e pluripremiato regista napoletano de “Il Divo”, il cui nome, dal 10 marzo, apparirà sugli scaffali delle librerie oltre che su quelli delle videoteche. “Hanno tutti ragione” è un romanzo di cui già si racconta ogni bene, a partire dal notevole entusiasmo con cui è stato accolto dal critico del Corriere Antonio D’Orrico, che paragona Sorrentino alle atmosfere bohémien del Céline di “Viaggio al termine della notte” e a quelle psico-borghesi d’epoca fascista del Gadda di “Quer pasticciaccio brutto di via Merulana”.
DA L’UOMO IN PIU’ A OGGI – A sottolineare le similitudini esistenti fra il protagonista del romanzo Tony Pagoda e il Tony Pisapia del suo primo lungometraggio, “L’uomo in più”, è lo stesso Sorrentino: “Pagoda è un cantante da night che riceve i complimenti anche da Frank Sinatra, dipendente cronico dalla cocaina e “kamasutra vivente” per diverse pagine”. Una descrizione che collima in tutto e per tutto con il personaggio interpretato da Toni Servillo: “L’embrione di Pagoda – afferma infatti il regista – è un personaggio del mio primo film, “L’uomo in più”. allora si chiamava Pisapia ma avevo capito che meritava più spazio, maggior attenzione da parte mia”. Descrizione che viene confermata, in ultima analisi, dalla breve descrizione psicologica che Sorrentino fa emergere: “Pagoda è un vitalista, uno che dice: la vita è una favolosa rottura di coglioni”.
