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Anche Capodichino avrà i suoi body scanner. Gli apparecchi per lo screening corporale, al centro di numerose polemiche per invasione della privacy, saranno installati nell’aeroporto napoletano a partire probabilmente da giugno. La prima tratta interessata sarà quella che dal capoluogo partenopeo porta a New York, ma non si esclude un successivo utilizzo delle apparecchiature anche per altri voli. A illustrare il progetto è stato Vito Riggio, presidente dell’Enac, che sottolinea come la tecnologia che sarà utilizzata per i body scanner napoletani non si baserà sulle onde elettromagnetiche ma “sull’emissione di calore corporeo. Bisogna utilizzare le tecnologie che abbiamo per creare qualcosa di più semplice”.
CAPODICHINO, SVILUPPO E LIMITI – Riggio elogia, poi, i passi in avanti compiuti nella gestione e nello sviluppo delle tecnologie aeroportuali dello scalo napoletano, per il quale si auspica un futuro ruolo di primo piano a livello internazionale: “Sono stati fatti grandi investimenti negli ultimi sette anni – afferma il presidente Enac – si è riusciti a tenere aperto l’aeroporto e contemporaneamente a modernizzarlo, sia sotto il profilo della qualità che della sicurezza”. Successi che però non fanno passare in secondo piano gli evidenti limiti dello scalo, a partire dall’ambiente circostante, non certo fra i più sicuri nel panorama cittadino napoletano: “La situazione dovrebbe cambiare in meglio con l’apertura della nuoca stazione del metrò – precisa Riggio – vi sono poi limiti strutturali, come l’impossibilità di espandere la struttura, per la quale si ipotizza una crescita fino a 8 milioni di passeggeri”.
