Sul sagrato della chiesa e al di sopra dell’altare compaiono due striscioni con su scritto “Genny vive”. Al centro una bara bianca intorno a cui sono seduti decine di ragazzi. Sono le 7.50 e la chiesa di San Vincenzo alla Sanità dà l’ultimo saluto a Gennaro Cesarano, il ragazzo di 17 anni ucciso lo scorso 5 settembre nel rione Sanità.

All’omelia padre Alex Zanotelli, che ha concelebrato con il parroco don Antonio Loffredo, ha parlato di «una città spaccata, bella e malamente, quella della Sanità, del rione Traiano, di Scaglia e quella del Vomero. Quanto sangue si è versato in questi giorni – ha aggiunto – e anche le nostre mani grondano di questo sangue. Tutti, Chiesa compresa, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità».
«Il nostro quartiere resterà a lutto fino a quando non ci sarà una risposta dalle istituzioni su quello che è accaduto a Genny Cesarano – ha detto don Antonio Loffredo, al termine dei funerali del ragazzo – Vi invito a esporre un fiocco nero e uno viola alle vostre e a restare a lutto fino ad allora».
Al termine della cerimonia funebre, Genny ha percorso per l’ultima volta quelle stradine della Sanità dove ha sempre vissuto. Un lunghissimo corteo ha accompagnato la sua bara in un silenzio più forte dei rumori di un quartiere in continuo subbuglio.





